la paprika e il camion di cozze

Sono giornate faticose e monotone.

Il fil rouge è sempre quello di far fronte a richieste cui non si è preparati. Il fil ancora più rouge è di non chiedersi il perché delle richieste, né tanto meno delle risposte.

 

Il diversivo di oggi è stato quello di spiegare a una collega il sapore della paprika.

“non sa di niente” dice quello che mangia peperoncino come se fosse acqua fresca.

“sa come di pepe, ma dolce” dice quella cui pare di ricordarsi di cosa sa e come si adopera.

Spiegare un sapore è una cosa difficile. Quasi come spiegare un colore a chi non l’ha mai visto.

Il rosso, per esempio. Il rosso della zona rossa.

 

Senta, ma dice che io posso venire in albergo lì?

Eccola.

Cosa vorrà dire?

Chiede se abbiamo posto (e magari non ne avessimo!)?

Oppure chiede se le strade sono interrotte per le slavine? In effetti dalla parte di Belluno non si arriva, il Fedaia è interrotto alla diga. Beh … basta dirgli di fare il giro dal San Pellegrino, e poi …

No, dico, perché io sono in zona rossa?

È una domanda? E io che ne so?

No, dico, perché voi lo sapete se io sono in zona rossa o no, perché io non capisco mica più niente, eh?

Ma se non lo sa lei ….

No, dico, se io le dico che abito a Rimini, lei cosa mi dice?

Di godersi il mare, le dico!

Rimini è in zona rossa da ieri sera. Questo tale non può venire in qua.

Cioè, dico, se mi dicono che una strada è chiusa, quando arrivo lì c’è una sbarra, o una camionetta, o qualcuno con una paletta, e allora io so che non posso passare. Giusto?

Ma mi qua non vedo gnente, e se non me fermo da solo non me ferma nessun, èlo vera?

Sa che lei mi pare un po’ veneto?

Eco, Sacranon, son de Vigonsa, ma non go mia capìo se posso movarme o no. Vegnénti o Sténti?

 

Se non fossi perfettamente bilingue, queste finezze della lingua veneta mi potrebbero mettere in difficoltà, così come sarei in difficoltà se non avessi ben letto stamattina tutto il decreto che è già in vigore prima ancora che ci si possa organizzare.

Un conto è l’antibatterico, obbligatorio ma introvabile, un altro conto è una zona chiusa però senza nessuna evidenza di chiusura.

Ho studiato il decreto, e sentenzio:

Signore di Vigonsa, stia a casa sua. El staga a casa. Gàlo capìo. Casa. A vardare la D’Urso. Capìò?

….

Non sono fiera dell’esemplificazione pratica dei miei suggerimenti, ma so di avere fatto la mia parte.

E poi sorgono i dubbi …..

Ma effettivamente, come faranno a chiudere tutta una regione, o nel nostro caso tutta una provincia?

C’è una strada, la Statale 10, che attraversa province rosse, province gialle, poi altre rosse, poi altre forse verdi, poi …. Come la si gestirà? Non si potrà andare da un qualche posto in Piemonte e fino al mare della provincia di Rovigo, per esempio? Non si può perché pur venendo da una zona di un altro colore si dovrebbero attraversare due o tre tratti assolutamente rossi?

Cioè – cerco di spiegare alla Vale – se uno deve portare un camion di cozze da Torino all’Adriatico ……

Ride. Dici che sono cozze che vogliono tornare a casa per scappare dalla zona rossa?

Mi pareva di essere meno confusa. In un certo senso credo che dovrei smettere di pensarci …

 

La mia collega intrepida, a pranzo, ha detto “per sapere di cosa sa la paprika, è meglio che io l’assaggi!”

Saggia. Ha svitato sovrappensiero il tappo, e ne va sversato un mucchietto sul suo pane.

Un mucchietto rosso.

Poi ha rimediato al danno, ne ha lasciato solo pochina, ha mangiato il suo pane e ha sentenziato che “la paprika sa di poco!”

 

Ecco. Per capire il sapore della paprika bisogna provarla, proprio come per capire il significato della zona rossa:

 

Buongiorno, io ho prenotato per venire da voi, ma mi hanno detto che non posso, neanche se sono residente in un posto che può, perché da dove avrei potuto, invece che tirare dritto sono prima venuta da mia mamma che abita vicino a Codogno. È vero che adesso solo per questa piccola sosta non posso più venire?

Lo vedi?

La paprika sa di poco: provato.

E lo vedi? Venire qui da una qualunque zona rossa non si può.

Come le cozze. Neanche quelle potrebbero tornare al mare!

 

E così, per colpa della paprika, delle cozze e di parecchio altro, tocchiamo con mano l’incredibile situazione di piste meravigliose, di neve spettacolare, di giornate impagabili, e di gente che … stasì a vardare la D’Urso, go dito!

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