SABATO CONTROMANO

Ma davvero sto partendo? Apro un occhio, uno solo, perché l’altro è quello che il furioso bramire del cervo solitario ha tenuto aperto tutta la notte. Ecco perché stamattina ho riflessi un po’ impacciati, e reazioni non proprio nella norma. Non è ancora stagione, e non sono favorevole agli spari, ma se non fosse sopraggiunto … Leggi tutto SABATO CONTROMANO

Cartelli

A fine stagione non si sa se ridere o piangere. Peggio. A fine stagione non sai neanche se stai ridendo o piangendo. Alla fine di una stagione lunga e piena ci si guarda indietro e si vede Manfred che pedala, la vicina che ti presta le lenzuola, il fieno steso ad asciugare, il monsignore che … Leggi tutto Cartelli

il monumento

Qualcuno se lo merita davvero. Le mie colleghe efficienti (davvero e senza ironia) mi fanno notare che siamo rimaste senza biancheria di ricambio per i letti. Mancano i malefici copripiumini, quelli che dopo quasi sei anni di vita montana ancora non ho imparato a vestire. Sono quelle specie di federe grandi, nelle quali a forza … Leggi tutto il monumento

il sacro e il profano

Scende le scale in modo solenne, così come solennemente si muove sempre. Solenne anche con gli scarponi e le racchette: secondo me glielo hanno insegnato al seminario, quando ci studiava con indubbio ardore preparandosi alla folgorante carriera di vescovo cattolico in un Paese dell’Est. Scende sfoggiando un sorriso che si vede anche attraverso la mascherina. … Leggi tutto il sacro e il profano

Dappertutto dappertutto

La mia collega la riconosco dal passo. Deciso, scandito, rapido, senza incertezze, senza dubbi, senza strascicamenti. Lei ha lo stesso incedere quando viene a salutarmi, e quando si muove per le incombenze di lavoro. Oggi però la sento arrivare con cadenza perentoria. Non posso non intuire che devo togliermi gli occhiali e prepararmi. “Anna, credo … Leggi tutto Dappertutto dappertutto

L’Italia chiamò

Mi sono addormentata in un surreale silenzio. Silenzio più silenzioso del solito. Confessiamolo: non ho visto tutta la partita. Mi sono addormentata. Per strada non passavano neanche i soliti due o tre della passeggiatina dopo cena. Niente macchine, niente arrivi fuori orario, niente bambini che gridano. Silenzio e basta, più profondo e fermo che mai. … Leggi tutto L’Italia chiamò

Bella fatica

Qualcuno, che fortuna, vive in un albergo. Due camerette piccine proprio sotto il tetto. Due finestre grandi che guardano le cime, e i prati, e il cortile, e la gente che arriva e la gente che parte. Qualcuno dalla finestra vede e pensa. Guardavo dalla finestra la pioggia cadere fitta fitta. Pioveva e pioveva, e … Leggi tutto Bella fatica