Tentativi di efficacia

L’ultimo pullman di Ceki partirà tra un paio d’ore.

Hanno fatto i bagagli, e si accingono a partire.

Nell’attesa qualcuno beve la solita dozzina di birre, forse perché così sul pullman dormirà da qui a Praga, senza ritegno. Qualcuno invece gironzola intorno a fotografare le cose che a me non verrebbe mai più voglia di fotografare per nessuna ragione: i tronchi intorno alla colonna, la piattaia piena di cuori, gli gnomi di feltro, le candele ……

Pochi, però. Sono pochi.

La maggior parte si è radunata nel salone, e fisarmonica alla mano, cantano quelle lagne folcloristiche popolari che mettono tristezza ad ogni nota.

Ovviamente non capisco una parola, ma scommetto che il testo è una roba tipo

“Me misera, povera e triste,

di alzar lo sguardo manco più oso

per non cadere in altrui viste,

che partì per la guerra il mio promesso sposo.

Le vacche nella stalla non danno più latte,

fa freddo e ghiaccia e ci sono anche i lupi.

Domani al mercato andrò in ciabatte

a vendere la mia treccia tra pensieri cupi.

Voglio comprare due uova di giornata

da fare al tegamino sulla brace

Per la mia cara mamma che è malata

E qui sul pagliericcio giace.

E quando da lontano tornerà il mio amore

Non riconoscendo il cranio mio pelato

tosto gli si spezzerà il cuore

credendo d’esser già dimenticato

e tornerà al fronte nel dolore

per morire certamente ammazzato.

E triste.

O-lè!”

che razza di pomeriggio allegro!

Forse dovrei appendere un cartello anche per questo, ma oramai il numero dei cartelli che preferirei non aver dovuto appendere, supera il numero dei fagioli nel barattolo di Raffaella Carrà!

 

Cartello attaccato ieri negli ascensori che portano alle camere, oltre che nella bacheca della hall e alla reception:

Vi informo che per legge è consentito riscaldare le case fino a 20 gradi centigradi.
Si lamenteranno lo stesso, io farò notare loro che la temperatura è almeno di 22 gradi, e loro non potranno chiedermi di alzarla a climi tropicali. O almeno così si spera, anche se quello in canottiera e infradito che viene a dirti che in camera fa freddo, ci sarà sempre.

 

Cartello posto accanto alla tostiera, sul buffet della colazione:

Vi informiamo che il buffet della colazione non è allestito per prepararsi di nascosto pranzi al sacco.

Ecco, no, lo sappiamo. Infatti questa è la mia colazione normale: 3 brioches, 3 panini a quattro strati, due fette di torta, tre uova sode, una ciotola di yoghurt e cereali, una manciatina di biscotti (già finiti in tasca: ti ho visto), e poi un po’ di frutta, tre cappuccini (che li verso dentro al thermos fin che nessuno mi guarda), e una manciatina di marmellatine, giusto per gradire.

E io sto qui, mani sui fianchi, ad aspettare che ti mangi tutto. Ma tutto-tutto, però. A costo di infilarti le uova sode nel naso!

 

Cartello posto vicino alla rastrelliera delle chiavi, nonché, in formato ridotto, poggiato sui tavoli della cena nelle serate di particolare afflusso di guidatori indisciplinati:

Vi preghiamo di assicurarvi che la vostra auto parcheggiata non ostruisca l’uscita di altre auto.

Signora, ci sarebbe da spostare una macchina.

Com’è?

Perché altrimenti io non esco.

Sì, non ho chiesto perché sia da spostare. Ho chiesto com’è la macchina.

Ah, sì. Nera.

Eh, e …. Che targa ha?

Non lo so. Mi pare straniera

Sì, in questo momento abbiamo solo ospiti della Repubblica Ceca …. Dov’è parcheggiata, la macchina?

Proprio dietro alla mia!

Eddai ….. ma allora come facciamo?

….. nel bel mezzo della sala di colazione “SCUSATE, QUALCUNO HA UNA MACCHINA STRANIERA PARCHEGGIATA DIETRO ALLA MACCHINA DI QUESTO SIGNORE?”

messaggio veramente chiarissimo, eppure … Niente: tutti concentrati ad arraffare uova e dolcetti.

 

Cartello da disporre all’uopo, sugli scarponi di circostanza:

Per favore non lasciare gli scarponi ad asciugare sui caloriferi degli spazi comuni. Per lo scopo c’è la ski room: se non fosse sufficiente, usate il radiatore della vostra camera.
Cioè …. Ma avete presente quanto puzzano gli scarponi da sci dopo una giornata di Sella Ronda? No, anzi, avete presente quanto puzzano Tanti scarponi da sci sparsi sui radiatori dopo tanti Sella Ronda?

Poi … è rilevante il fatto che i proprietari sembrino vivere di aglio e birra?

Ecco, immaginatevi l’accogliente hall dell’accogliente alberghino di montagna, con ineluttabile olezzo aglio-sudoroso. Ma anca no, par carità!

Che ciascuno si annusi pure i suoi! No?

 

Cartello esposto pressoché ovunque, e anche consegnato a mano al momento del check in:

Fumare nelle camere è vietato.

Chi, io?

Io non fumo in camera.

Fumo, ma tengo il braccio teso fuori dalla finestra.

Certo che non posso chiudere il vetro dopo ogni boccata, perché dovrei tranciarmi il braccio, vero? (e ride, il furbo, come se fosse una battuta spiritosa!)

Allora apro la finestra, mi sporgo per fumare, e poi, se non fa tanto freddo, tengo la mano fuori, ovviamente.

Certo che se poi ci sono -26°, allora magari la mano la tiro dentro e poi magari sporgo quell’altra, no?

Però non mi dica che si sente il fumo: ci spruzzo sempre un sacco di profumo, e anche di quello costoso, sa?

Signò … sa di fumo. Si sente anche dal corridoio.

Sa di fumo, e di quel puzzolentissimo profumo che invece che nascondere il fumo, fa un mischione da togliere il fiato.

E così credo di avere perso una cliente, indignata per le mie pretese: “lei è razzista. Ce l’ha con i fumatori.”

…. Mi sa che ha ragione.

Tra scarponi e fumo …. Penso di essere razzista contro gli odoracci. Intollerante oltre ogni limite.

 

Cartello esposto sulla porta dei bagni attigui alla hall. Sbatte, e il rumore gode della cassa di risonanza della tromba delle scale: ogni volta è un botto incredibile, che si sente ovunque:

Per favore accompagnare la porta per evitare che sbatta.

E qualche spiritosone che scrive sotto “Scusi, porta, dove deve andare, che l’accompagno?”

Le battute sul dove e come sbatterebbe … ve le risparmio.

 

Cartello posto sulle porte di accesso:

Per favore non camminare in giro per l’albergo con gli scarponi da sci ai piedi.

Si scivola, ci si fa male, e si rovina anche il pavimento, eppure …

Guardi, devo solo arrivare a depositare la chiave.

Devo soltanto vedere se arriva mia moglie.

Mi sono chiuso fuori e non so dov’è un’altra porta.

Ero alla ski room ma non ricordavo il codice di accesso.

Mi scappa la pipì e questa è la strada più corta.

Non scivolo, non si preoccupi: io sono uno sciatore esperto. (nella hall?)

Se tolgo gli scarponi prendo freddo ai piedi.

Ah, credevo che intendesse che non si può con gli scarponi agganciati agli sci.

…. eh … vorrei vedere ….

 

Cartello esposto nella bacheca della hall:

Raccomandiamo di custodire i bambini in modo che non creino disturbo agli altri ospiti

Questo cartello subirà presto un’opportunissima modifica:

“Bambini, custodite i genitori in modo che non creino disturbo agli altri ospiti.”

 

Comunicazione che si manda insieme alla conferma della prenotazione, e cartello esposto alla porta della sala ristorante:

La cena è alle 19:30. Non serviamo la cena a chi arriva dopo le 20:00. In ogni caso la sala termina il servizio e chiude alle ore 20:45.

Vi preghiamo di non portarvi in camera i piatti e i bicchieri della sala.

Certo. Tutto chiaro. E anche ovvio.

E poi quando è ora devi raccattarli come si fa con le oche che rientrano dal pascolo, e li si sospinge, e li si invita, e si cerca di non far irritare la cucina che li deve aspettare, ….

E più tardi li devi invitare ad alzarsi, e a spostarsi al bar, e devi vedere che non imboschino stoviglie e bicchieri più o meno pieni, ….

E il giorno dopo, lo stesso, le governanti ai piani ti portano pile di piatti, e bicchieri, e caraffe, e ciotole, e …..

E tu fai spallucce … e speri che sarai prima o poi efficace ….

…..

ma in effetti, a ben pensarci, saranno mai efficaci, tutte ste robe scritte?

A farmi dire “ci ho provato”, almeno, no?

Beh, mi sembra già un buon motivo, e quindi preparerò un nuovo cartello, da appendere al collo degli occasionali cantori e musici:

 

“Se proprio dovete cantare, evitate repertori lacrimevoli e lagnosi: la Direttrice soffre di attacchi di violenza non controllabili.”

4 pensieri su “Tentativi di efficacia

    • dipende.
      chi canta?
      e a chi gli passa?
      se gli passa allo stesso che canta, allora dovrei cantare io, se non capisco male ….
      eh, potrebbe essere una soluzione. ti farò sapere se funziona.

      "Mi piace"

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