Questione di Etichette

Nella rubrica del mio telefono ho salvato il suo numero come Messa a Terra. Me lo ha detto lui: “è la Messa a Terra: si registri il mio numero!”
Spero che mi chiami di rado, perché quando sullo schermo è comparso MESSA mi è preso un accidente. Chi mi chiama? …. Direttamente Lui?
Credo che cambierò il nome.
Comunque è arrivato.
Buongiorno Signorina. Sono venuto a controllare i quadri elettrici.

Allora ….
A 55 anni Signorina dà fastidio come quando ti chiamano Signora e ne hai neanche 20. Partiamo col piede sbagliato, mi pare. Se poi con questa leggerezza mi parli di quadri elettrici ….. Quali vuoi vedere?
Tutti.
Panico.
Alle 10 del mattino mi dici che vuoi vedere tutti i quadri elettrici? Hai idea di quanti sono? Non so … magari è meglio se prima ti prenotiamo una cameretta per stanotte, che dici?
Dice che ha un piano.
Tira fuori una cartelletta: mi sono segnato qui i documenti che devo visionare prima dell’ispezione.
Eccheccavolo …… e dirlo prima, no? ed evitare di usare la parola “ispezione”, no?

va bene. Sarà una giornata lunga e stupida.
Proviamo ad andarne al verso.
I qualunque documenti che lui sta cercando sono sicuramente nell’armadio che funge da archivio.
Tutto sta a individuarli dentro a non so quale cartelletta segnata con “ante lavori”, “post ristrutturazione”, “dal geometra”, “imprese” …..
Ecco. Questa mi sembra la più adatta. È di sicuro un’impresa.
Ma dai, sono anche fortunata. Ho rumato solo una decina di minuti, ed eccomi qua, al cospetto dell’omino della Messa, con il mio fardello di incartamenti e polvere.
Ecco, Signorina, brava.
Eh? Ma l’avrà detto davvero?
Metta tutto qui, così ispeziono prima i documenti.
Non so neanche cosa rispondergli!
Scartabella un po’, scuote un po’ di polvere, prende qualche appunto.
Ecco, Signorina, qui voi avete il progetto dell’impianto elettrico. Sa dirmi quali variazioni sono state apportate in itinere?
Eh? Ma di cosa parla? E vorrà anche che gli risponda?
Signorina, lei sa leggere la pianta di un progetto?
Oggesù … se andiamo avanti di questo passo tra un po’ mi dice “Signorina lei non è preparata. Torni alla prossima sessione!”.
Meglio prendere il comando.
Senta, secondo me facciamo prima se organizziamo un giro ordinato dell’edificio. Sono sicura che in questo modo incontreremo tutti i quadri elettrici, e lei potrà visionarli senza problema.
Basta che io prenda con me una mezza tonnellata di chiavi, e poi andiamo. Va bene?

pare che abbia detto che va bene.
Prima la cucina, poi il generale vicino all’ascensore, poi l’ufficio, poi le camere ad ovest, poi ….
Aspetta ….
È arrivato anche il fornitore di grappe … secondo me mi serve assolutamente di parlarci con urgenza.
Sì, Signorina, non si preoccupi. I piani delle camere posso vederli da solo.
Ecco. bravo.
Io intanto mi fermo a sfogliare il catalogo delle grappe. Ce ne sono alcune che sapevo di voler ordinare, ma con questo bel catalogo in mano, mi pare di doverne ordinare anche tante altre!
Diciassette bottiglie dopo penso che è meglio andare a cercare il Signor Messa. Un po’ perché davvero non so dove sia finito, un po’ perché … beh … diciamo che diciassette bottiglie possono bastare. Anche per una veneta alla quale ne sono state commissionate parecchie.
Ci incrociamo lungo un corridoio. Lui fermo a spulciare la sua lista dei quadri da vedere, io curiosa di sapere dove altro lo devo portare.
Guardi, Signorina, mi restano da vedere quello del garage, quello della sala riunioni, e quello della dispensa.
Il garage, la sala riunioni e la dispensa mi fanno glissare sull’ennesima Signorina, ma la mia palese perplessità lo porta a suggerire che “Signorina, lei dovrebbe ben saperlo, dove sono i suoi quadri.”
Sì. Ho un quadro di Don Bosco proprio nell’ingresso di casa, un’icona meravigliosa nella camera da letto, una stampa del Teatro Olimpico ….. no, eh? Non fa ridere, vero?
Riprendiamoci, anche se nel garage non ci sono quadri elettrici.
Eh, Signorina, temo che si sbagli: nel suo progetto c’è scritto così.
Abbia pazienza. Mi faccia dare un’occhiata a sto progetto, che almeno capisco dove devo portarla.
Ah, Signora, ma allora i progetti li sa leggere!
….
Stavolta è Signora. Ignoriamolo.
Mi dia qua: è solo un disegno, che ci vorrà mai!
GARAGE. Questa è quella che adesso si chiama Officina. Andiamo.
Eh, no. se qui c’è scritto Garage …..
Senta, le ho aperto una porta e abbiamo trovato il quadro che cercava. Giusto?
Eh, ma questo non è un garage. Dovrete modificare il progetto!
COSA? È il garage. Glielo assicuro. Qui è dove tengo la fresa della neve. È il garage della fresa. Va bene? Deve essere caduta la targhetta sulla porta, ma la rifaccio oggi stesso.
Ci scrivo “garage della fresa, con tanto di quadro elettrico”.
Passiamo al prossimo.
Sala riunioni.
Mi dia il disegno.
Saliamo le scale. Tutte fino in alto.
Eccoci.
E questo locale cos’è?
Beh … posto che c’è un altare, un tabernacolo, e una sacrestia subito dietro, secondo me è …
La sala riunioni?
…. Sì. Devo fare solo un’altra etichetta.
“per la Messa, questa è la sala riunioni”.
…. Senta … mi dica dove vuole che appendiamo il cartello con scritto “dispensa” e poi siamo a posto.

indovina …
Signorina, le farò solo qualche annotazione: mancano alcune indicazioni chiare per raggiungere il garage e la sala riunioni. Per il resto va tutto bene.
Ci vediamo tra due anni.

Ho due anni di tempo per scrivere “ingresso” sulla porta che è murata dall’interno. Sui disegni il muro non c’è.

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