lei è bravo a spalare?

Non c’è una stagione uguale a un’altra.

Non c’è un incipit uguale a un altro.

Partiamo come un po’ sottotono.

Manca ancora qualche collega, manca qualche prenotazione, la neve no: quella non manca.

Che congiura! Tanta neve e manca proprio il collega che di solito se ne occupa.

Lo aspettiamo, ma non siamo certo quelli che nel frattempo stanno con le mani in mano.

Lo aspettiamo, e io non sono quella che chiede agli altri di fare cose che non è disposta a fare per prima.

Non c’è chi spala, ma abbiamo la fresa!

La fresa …. Questa sconosciuta! l’abbiamo sempre amichevolmente chiamata Motozappa!

Sono scesa nel luogo in cui l’abbiamo ricoverata, quasi due anni fa.

Era stata ben coperta, tanto che tolto il telo che la copre, non è nemmeno impolverata.

Ottimo. Ci giro intorno.

Come si accenderà? Tutti questi bottoni, e i pulsanti, e le leve …

Quando l’ho comprata, forse cinque anni fa, mi hanno detto che la sequenza per l’accensione è quella disegnata su questo adesivo, proprio sopra al motore.

Dai, ho pensato allora, è a prova di cretino. Si guardano i disegnini e si fa come dicono.

Facile.

Allora … Cerchietto in su, tondino in giù, run con la crocetta, fungo, tappo da girare verso destra, anello.

A prova di chi?

Cerchietto ….. sarebbe quale? Tondino … che differenza c’è tra il cerchietto e il tondino?

E la crocetta dov’è? E il fungo? E se giro il tappo non esce la miscela?

… rimettiamo il telo.

Non è importante sapere sempre cosa fare, quanto piuttosto sapere sempre a chi chiedere.

E vai.

Il vicino di casa viene a darmi lezioni di fresa.

Eccolo.

Allora, Anna, vediamo insieme la sequenza di accensione:

prima l’aria, poi l’acceleratore, poi lo starter, poi la chiave, aprire la benzina, un colpetto all’aria, tirare forte la maniglia dell’accensione.

Eh, vabbè … ma in che lingua erano, quei disegnini lì sopra?

Proviamo!

Questo quello quell’altro st’altro …. Tirare la maniglia …. Niente.

Aspetta.

Questo quello quell’altro st’altro …. Tirare la maniglia …

Ok. La prima lezione è servita a capire che la fresa non va a miscela ma a benzina. due anni fa qualcuno non lo sapeva …

Il vicino se la porta a casa per sistemarla.

Guardo a turno la fresa arancione che si allontana in silenzio e il cielo grigio che promette poco di buono.

Meglio fare una ricognizione del parco pale.

Una pala di metallo con il bordo arricciato dall’usura, una pala di plastica con una crepa nel mezzo, un’altra pala di plastica che sembra un gioco per bambini ….

Le pale serie sono poche: la mia personale (e firmata) pala gialla, e probabilmente questa specie di carriola senza ruote che non abbiamo mai usato. Secondo me l’abbiamo sottovalutata. È larga quanto un sentiero serio, e quindi basta teoricamente una passata per aprire la strada tra la neve. Da tenere in seria considerazione.

Vabbè … qua se bisogna darsi una mano, bisogna almeno avere un paio di pale efficienti.

Ok. Prendo nota: andare a comprare le pale.

Torna il vicino, e la lezione teorica è velocissima: ripasso dei disegnini, spiegazione della dotazione nella cloche, e poi prova tecnica di accensione. Frastuono di motore scoppiettante, e via. Si prova.

oooooOOOOOOOO!

Anna!  Quelle sono le marce, ma tu è meglio che non le adoperi, almeno fino a quando non avrai capito come ci si ferma!

Effettivamente centrare un cumulo di neve è stato l’unico metodo di fermata cui sono riuscita a pensare.

Vabbè … dice che è normale, quando si guida questo attrezzo per la prima volta.

Complicatissima procedura di spegnimento, poi qualche parola ancora sulle leve e i pulsanti, questa volta intervallati da frequenti “altrimenti si rompe tutto” .

Eh … la teoria l’ho capita. Credo.

Mi sfugge la logica di manovra. Da dove si comincia? E come si orienta il camino che spara fuori la neve?

Lui dice che dopo dieci minuti di lavoro la spiegazione la troverò da sola: “la logica è solo di non sparare la neve dove l’hai appena tolta” semplice ma geniale. Ce la posso fare.

il giorno successivo non nevica, ed è quello giusto per andare a comprare la pala nuova.

Sto in piedi davanti alla rastrelliera. Perplessa.

Una pala rossa di plastica, una gialla un po’ più larga, una blu con un bordo di alluminio, una grigia piccolina.

Rosso, giallo, blu, grigio. Che sia il colore che determina il prezzo?

Una costa un quarto dell’altra, e le altre due stanno nel mezzo.

Mah … non voglio spendere più di quel che serve, ma neanche comprare una roba non efficace.

Un signore passa senza fermarsi e si mette sotto braccio una pala e un altro attrezzo. Come vorrei sapere anche io cosa prendere …

Un altro signore si avvicina dondolando, e poi soppesa due pale prima di scegliere …

Mi guarda mentre lo guardo. La testa un po’ inclinata sulla spalla.

Ehm … lei è bravo a spalare?

(ma come mi è venuto?)

ride

Sa, devo prendere una pala che sia facile da usare e che tolga la neve bene e in fretta.

Ah, Signor, na roba che la vaga da éla sola, insomma. Ghe vol na fresa, ma se la vole na roba da fare a man, alora … mi me togo chesta chi blè.

Parlava in dialetto veneto! Ma dai! E io che lo credevo un espertissimo locale!

Prendo la pala che mi pare più adatta: quella che il primo signore si è messo sotto braccio senza neanche guardare le altre. Blu, per la cronaca.

Sempre per la cronaca:

oggi abbiamo dovuto liberarci di una spessa coltre di neve fresca.

Spero che nessuno mi abbia ripresa.

Ho camminato come facendomi trainare dalla fresa per alcuni inutili chilometri di fatica.

Prima la velocità troppo sostenuta, poi il camino troppo alto (e me la sono quasi tirata in testa), poi alcune collisioni che non sono riuscita ad evitare, poi … spengo tutto e osservo.

Sembra spalata da un ubriaco.

Adesso ripasso con la pala nuova di zecca, giusto per cancellare qua e là le tracce della motozappa ubriaca.

e se finirò su Paperissima …. la colpa è della motozappa.

2 pensieri su “lei è bravo a spalare?

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