MAAAARIOOOOOOO!

È stato un periodo faticoso, e non ve l’ho raccontato.

Lo scenario fuori dalla mia finestra è stato sul punto di cambiare moltissimo, e non ho avuto né le energie né il sentimento di raccontarvene.

Chissà – mi dicevo – forse è il momento di non scrivere davvero più.

“Ancora una storia e poi basta”

ho pensato che fosse arrivato il Basta, e invece …

 

valigie e sporte, scatole e borsoni …. Ho tutto, ma chissà dove. A questo sono abituata, così come sono oramai avvezza ai piccoli stratagemmi che risolvono le inutilissime grandi manovre di ricerca.

Ho perso un prodotto per capelli. L’ho perso e mi serve proprio. E che sarà? Lo vado velocemente a riprendere, che per questi quattro giorni di vacanza mi serve davvero, e poi vorrà dire che ne avrò due, quando troverò l’altro.

Sorridente.

Tutto sommato è una giornata di sole, anche se un po’ fresca. Spendo un’oretta del mio tempo, e poi finisco la valigia delle vacanze. Sì.

Vado. Ho trovato parcheggio (solita fortunata) nell’unico spazio che non è a pagamento né a disco orario, ed è anche a due passi dal negozio in cui devo entrare.

Sorridente.

Entro, prendo rapidamente quel che mi serve (che è anche in offerta e costa meno del solito) e poi esco. Faccio in tempo perfino a tornare a casa a preparare il pranzo.

Sorridente.

Alzo lo sguardo per dare un’occhiata alla mia macchina parcheggiata in quell’oasi felice.

Sorridente.

Slow Motion:

sento la caviglia sinistra cedere improvvisamente

una specie di rumore sordo e rimbombante

il malleolo sbatte sul marciapiede

Accidenti c’era un gradino di tre centimetri

Non l’avevo visto

E adesso?

Vedo la borsina del mio prodotto in offerta volare dalla mia mano

Disegna un arco alto e corto

In effetti le vedo solo salire in alto

Una botta al ginocchio sinistro, e poi anche al destro

Accidenti, cado!

Opperfortuna il marciapiedi è pulito

Niente cacche di cani nel raggio di …

Vedo ricadere la mia borsina

E un attimo dopo è qui, sul pavimento, a un palmo dal mio naso

La mano che l’aveva lanciata in alto adesso cerca di prendere al volo gli occhiali

L’altra mano sta morbida sulla borsa, qui vicino alla testa.

Ecco

Sono stesa sul marciapiede

Liscio, peraltro.

I piedi hanno sbattuto sul marciapiede, e per il contraccolpo rimbalzano verso l’alto, prima di ricadere vicini e sincronizzati

E allora mi sento dire

ECCO. SONO CADUTA.

CAAAAA

DUUUUU

TAAAAA

.

Fine dello slow motion.

Sto stesa sul marciapiede solo un attimo.

Stesa come quando ci si stiracchia.

LONGA DISTESA, si direbbe in dialetto.

Una signora gentile si avvicina sollecita.

“Eccomi qua: l’ho vista cadere (Accidenti, avevo sperato che l’amena scenetta passasse inosservata!) … si è fatta male?”

e io mi profondo in ringraziamenti e sorrisi.

Sto bene, non si preoccupi. Ero solo un po’ distratta, e ….

“beh, capita! L’importante è che non si sia fatta male!”

Macchè macchè …. Tutto a posto. La ringrazio! Lei è davvero gentilissima. Grazie.

Se ne va dopo che mi sono rimessa in piedi.

Sento la scarpa farsi velocemente più stretta, ma lo show è finito: salgo con relativa eleganza in macchina, Sorridente, e me ne vado.

Esito:

caviglia che sembra un melone.

Grossa, rotonda e tendenzialmente anche blu.

Ghiaccio, fasciatura elastica, un male … no, sopportabile, dai.

Ho guidato fino a Vicenza,

Mi sono riposata qualche giorno al lago, col piede sollevato, e il ghiaccio, e il gel per le distorsioni, e l’anti infiammatorio …. Ma anche qualche claudicante passeggiata, e qualche “aiuta l’anziana: non vedi che cammina a fatica?”

Adesso dico che sto bene.

Il piede è sempre più blu, sfumato in porpora e verdone fin verso metà polpaccio.

Però sto bene, e cammino senza il bastone (non l’ho mai usato, in realtà, alla faccia dell’anziana ….)

Sono in camera, in albergo.

Lavoro qui qualche giorno.

Sento un rumore sulla scala.

Ci sarà qualche intruso?

Ommamma ….

E adesso?

camminerò anche senza bastone (proprio adesso che magari invece mi sarebbe potuto servire per un’altra ragione!), ma di certo non riuscirei a darmi ad una fuga precipitosa di fronte a …

a chi? O a cosa?

Non bisogna farsi intimorire.

Una mia coinquilina, ai tempi dell’università, entrava in casa gridando “SIAMO IN TANTI E SIAMO ARMATI!” secondo lei avrebbe messo in fuga eventuali maleintenzionati.

Siamo in tanti e siamo armati … mah …

Apro la porta con fare guardingo …

Pur consapevole che sono da sola, che non aspetto nessuno, e che non conosco nessuno che si chiami così, mi sporgo dalla tromba delle scale e grido

“MAARIOOOOO!

MAAARIOOOO! SALI, SALI PURE!

GRAZIE, SAI, PER ESSERE VENUTO SUBITO!

PORTAMI SU QUEI BASTONI, DAI, CHE VEDO SE VANNO BENE!

2 pensieri su “MAAAARIOOOOOOO!

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