Storia di una notte

Questa è una storia di una notte, che inizia così:

Buongiorno, vorrei un preventivo per un soggiorno di dieci notti.

Dieci notti sono una bella vacanza. Si può fare un dignitoso sconticino, per dieci notti.

Grazie. Verrò con mia moglie e altri due amici. Due camere matrimoniali.

Invio l’offerta.

Ottimo. Confermiamo. Verremo di certo!

Bene.

Prepariamo le camere, e li aspettiamo. Sono signori genovesi parlando con i quali al telefono non si percepisce alcun sorriso.

Dieci giorni, quattro persone, aspettiamo.

Due giorni prima avvertono:

saremo solo in due, perché gli amici hanno un grave problema familiare.

Il giorno dopo precisano

Staremo una notte soltanto.

E precisano anche che pagheranno un decimo di quanto previsto dall’offerta.

Scuoto la testa così vigorosamente che deve sentirsi anche all’altro capo del telefono.

Oh (quasi singhiozzando), lo sappiamo che la cifra dovrebbe essere un’altra, ma siamo così rattristati dalla situazione di quegli amici che … ci capisca!

Sono sbalordita.

E resto sbalordita fino a quando li vedo arrivare.

Lei, una donnina mite e composta, lui l’Uomo Importante che non può immaginare che il mondo non giri come decide lui.

Un sacco di valigie, mezzo sorrisetto lei, un occhio ammiccante lui.

Ammicca seriamente.

Mi viene perfino da pensare che oggi ho un vestito troppo scollato. E non è nemmeno vero!

Sbrighiamo rapidamente le pratiche del caso, li informo di quel che serve e li spedisco nella loro camera. Via!

Una notte, e dieci valigie.

Che avranno mai, nelle valigie? forse gli amici che così entrano senza pagare!

Ma dai, che cattiveria! Li rivedo più tardi: al tavolo della hall sono sempre in due soltanto, e stanno decidendo quali tappe fare nei prossimi giorni.

Pare che siano fuori casa da almeno una settimana, e che non ci torneranno prima di altrettante notti.

Stavo origliando, ebbene sì, e … qualcosa non torna.

Adesso mi aspetto che chiamino il prossimo albergo, e che recitino la stessa scenetta: “staremo solo una notte, gli amici in crisi, poveri noi, ecc ecc ecc …”

Vabbè …. ma dai, che cattiveria!

Mi sforzo di essere positiva. In fondo al telefono parevano anche peggio!

***

La mattina seguente partono dopo aver chiesto un ulteriore sconto.

….. vabbè … ma anche no! Niente sconto: forse hanno capito.

Vanno, e io me li dimentico quasi subito. A volte è meglio.

Dopo una mezz’ora, la collega mi chiede candidamente “Com’erano?”

E io …. Eh, meno peggio di quel che mi aspettavo.

E invece no.

Una notte:

adoperati sei asciugamani, aperte e NON utilizzate tutte le confezioni di sapone e shampoo, spariti nelle capienti valigie tutti gli orpelli che si potevano far sparire. Carta igienica compresa.

Una notte.

Una notte soltanto ha mediamente il prezzo più alto di soggiorni più lunghi, perché deve pagare anche il costo delle millemila camomille con le quali speriamo di far fronte a questi di

Una notte soltanto, poveri noi.

4 pensieri su “Storia di una notte

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