di qua e di là, e la pioggia.

Diluvia.

Diluvia e io ho la pessima abitudine di lasciare aperto il basculante del garage.

Ha una cornice in rilievo, e quando resta aperto sotto il diluvio, raccoglie acqua a non finire.

Io lo so bene: me lo sono chiuso addosso un paio di volte. La prima volta sono stata presa alla sprovvista da alcune secchiate di acqua ghiacciata, uno choc grazie al quale credevo che non mi sarebbe più successo, e invece …. una pioggerella di cui avevo sottovalutato la capacità di accumulo mi ha di nuovo spiazzata qualche tempo dopo, ma oggi no.

Diluvia, e io sono stata così tonta da lasciare il portone di nuovo aperto, ma mi organizzo, stavolta, con consapevole attenzione.

Adesso arrivo in garage e quando sarò uscita lo chiuderò con attenzione. Ce la faccio, certo, ma accidenti se piove!

Attraverso il cortile, corro in garage, scuoto un po’ l’ombrello e anche i piedi. Mannaggia … scroscia proprio!

Un’idea, un lampo!

Ma perché devo chiudere il portone da fuori, così mi bagno?

Che genialata! Chiudo il portone, e salgo in macchina.

Per fortuna esiste lo specchietto retrovisore: lo guardo e … come esco, se il portone è chiuso?

Scendo dall’auto con un mezzo sorrisetto alla mia stoltezza, apro il portone, esco, richiudo il portone.

Sorridecchiando , mi giro … e il sorriso si spegne. Ma come? Io sono fuori, il portone è chiuso, ma l’auto è in garage!

Non mi viene più da sorridere neanche per compassione.

Riapro il garage, salgo in macchina, esco.

E adesso devo chiudere il garage. Attenti alle secchiate d’acqua. Chiudo con cautela. Niente acqua. Meno male.

Carico le solite mille valigie, e poi vado verso Monteberico, così dato che è domenica vado anche a Messa.

Poi arrivo in autostrada. E Monteberico? Me lo sono dimenticato per strada!

Deve esere stato quando mi sono accorta di avere sul sedile del passeggero il sacchetto della spazzatura anziché il cibo che avevo preso dal frigorifero per portarlo a casa. Non voglio pensare a dove sia finita l’insalata di pollo ….

Forse l’ho lasciata sul tavolo insieme al ….. AAAARGH …. anche il caricabatterie del telefono!

O forse l’insalata è finita nella spazzatura, anche se non ho ricordi di avere aperto il bidone ….

Va beh … non pensiamoci, e non pensiamo neanche a Monteberico.

E non pensiamo neanche a chi mi avesse eventualmente vista nel mio inconsulto apri e chiudi il garage.

Comincia a essermi destabilizzante questo continuo vai e vieni, con questa valigia che le lancette di un cucù al confronto stanno ferme.

E che dobbiamo dire di tutte le cose che pur concentrandomi perdo ora in una casa, ora nell’altra, e ovviamente sempre nella casa in cui non sono?

Questa settimana ho dovuto ricomprare gli occhiali da lettura, ricorrere al doppione delle chiavi che avevo prudenzialmente lasciato a un Amico, assicurarmi al telefono che la tessera elettorale fosse nella casa in cui non avrei detto che dovesse essere. E ho usato scarpe che avevo già riposto per l’estate, perché le altre erano …. Di là.

E il portafogli, e la piastra per i capelli, e la crema per le mani …..

Vabbè …. Piove tanto, c’è il temporale e io vado a dormire: con questo tempo lo spaesamento si confonde bene con il sonno.

Poi mi sveglierò e andrò a Messa in un paese qui vicino, perché ci sono passata stamattina in perfetto orario per la Messa delle undici …. Che però era alle dieci ….

2 pensieri su “di qua e di là, e la pioggia.

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