L’albero del quillo

Seduta al tavolino rosso nella hall, gioco la mia prima partita a carte da quattro anni a questa parte.

È passato un sacco di tempo, sono stanca come si addice a ogni fine stagione, non sono neanche proprio in forma a prescindere, ma per fare un Scala Quaranta non serve mica una mente sveglia ed eccelsa. Ce la posso fare. Credo.

In realtà non sono neanche sicura di distinguere ancora le carte, così come non sono certa della capacità ricettiva dei miei occhi e delle mie orecchie.

Quante matte ci sono in un mazzo?

a parte quelle sedute intorno al tavolo, dici?”

…..

ma dai, che è bello l’albero del quillo!”

…. Eeeeh?

Come si fa a fare Quaranta?

Posso prendere questa? No, devi prima aprire.

A proposito, chiudi che fa freddo?

Non ho Quaranta, non posso chiudere.

No. Dicevo la porta.

è bello l’albero del quillo!”

…. Cosa mi sono persa?

 

Oggi siamo state al Bar di Penia.

Un posto rilassante, con delle persone simpatiche e delle torte molto buone.

Che bello!

Ci sediamo al mio solito tavolino?

Perché? Perché non qui?

Perché non c’è abbastanza luce.

Ok. Spostiamoci.

Un thé, una torta di mandorle e mirtilli, una sacher, un succo di mela ….

Grazie!

Ffffffff … Anna, mi ricordi perché non siamo rimaste a quell’altro tavolino?

C’era buio!

Ah, giusto. Questione di vocali: là buio, e qui … bóio.

Giusto. Siamo appoggiate alla stufa accesa. Una di quelle belle Musse … una stube … una … una stufa, insomma.

Anna, varda che mi … lèvo él bóio.

Ok, torniamo in albergo.

è bello l’albero del quillo!”

…. Eeeh?

 

Che caldo! Bóio dal bòn!

Povera … e pensare che due giorni fa le ho detto di venire in montagna che c’era ancora tanta neve ….

E invece fa un caldo che ….. oramai …

Piàn. Di questi tempi non è detto. Niente certezze!

 

La settimana scorsa, dopo giorni di gran caldo, Valentina ha deciso di alleggerire il suo armadio.

Dai, oramai non fa più freddo, e sicuramente non nevica neanche più … Viene a trovarmi Fede, e gli do un po’ di roba. Gli scarponi da neve, il piumino pesante, i maglioni ….

Federico è partito generosamente stracarico, e Valentina è rimasta con gli scarponi che hanno la suola con qualche buco, ma che secondo lei non sono ancora proprio da buttare.

No. Certo che no.

Il giorno dopo ci siamo svegliati con venticinque centimetri di neve e dodici sotto zero.

Che dici, mi si bagneranno i piedi?

Eh … che ti devo dire? ….. “è bello l’albero del quillo!”

Si gioca a carte e io non so contare fino a Quaranta punti …

Però “è bello l’albero del quillo!”

…. COSA?

 

Alza un po’ la voce e scandisce “DICO CHE È BELLO QUANDO L’ALBERGO È TRANQUILLO!”

 

…. L’albero dei quilli …. Mapperpiacere …. Qualcuno conosce un agente Amplifon?

 

2 pensieri su “L’albero del quillo

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