Un passo verso il Paradiso

Non lo dirò più.

“dopo questa le ho viste tutte!” è una cosa da non dire, perché di solito non è vero.

Dopo questa ennesima sorpresa, chissà quante ce ne saranno ancora! Questo è.

 

Si è congelato il tubo di raccordo della grondaia.

Si scioglieva tutta la neve del tetto, e l’acqua finiva nella grondaia e da lì nel pluviale che avrebbe dovuto scaricare nel tombino. E invece … niente: il ghiaccio faceva come un tappo, e l’acqua risaliva e il pluviale rigurgitava da tutte le giunture, e l’acqua usciva zampillando scomposta in lunghi rivoli via via più ghiacciati.

Uno sfacelo.

Ho fatto togliere l’ultimo tratto della tubatura, e con un sacco della spazzatura ho costruito uno scivolo mobile e flessibile, che conduce tutto il gocciolamento del tetto dritto dritto nella canalina dello scolo. Un progetto tecnologicamente avanzatissimo, nonché profondamente efficace.

Dopo questa, dicevo, … so fare tutto!

E invece no.

 

Sono arrivati nel pomeriggio: una famiglia di cincve teteschi di Cemmania ingrugniti già di prima mattina.

Ho colto subito che avrebbero creato qualche guaio, ma … magari no. Si spera sempre di sbagliarsi.

Una camera per i genitori, e una per i tre ragazzi.

Giro in camera, e poi scendono.

Primo grugno rivolto esplicitamente al fatto che io non parlo tedesco. L’inglese che parliamo entrambi non basta: a loro bisogna rivolgersi in tedesco. Accitenti!

Allora, grugniti a parte, vorrebbero esattamente un Negroni, un Bellini, Un vino bianco mosso ma non prosecco, due frizzapple.

… cooooosa?

Hai presente il barino dell’alberghino a due stelline?

Ripieghiamo rinunciando alle imperdonabili indisponibilità, e sempre mugugnando si siedono e sorseggiare con disgusto i beveraggi che non volevano.

…. Ma chi ce li ha mandati, questi?

Invio un messaggio ai colleghi: “attenti a quei cincve!”

Mi chiedono: Cena alle sette e mezza?

Certo! E loro arrivano alle otto e dieci. Chef già furioso, servizio in stallo per aspettare i loro tempi, grugni senza bisogno di sottotitoli. Li si capisce benissimo.

E quel che ancor meglio si capisce, è che sono qui con l’intento di creare guai. Ci stanno riuscendo benissimo.

La mattina dopo le loro camere sembrano un campo di battaglia. Lenzuola, asciugamani, abiti, oggetti …. Tutto aggrovigliato sul pavimento, e forse un po’ anche su un letto, o forse sul davanzale … ci vogliono ore per sbrogliare la matassa: ci sono panni stesi appesi con l’attaccapanni al televisore, e scarpe, e valigie, e …..

… ma quanto stanno, questi?

Rientrano la sera tardi. Di nuovo in ritardo per la cena, e subito dopo, inizia la grande sceneggiata:

si presentano alla reception con la foto di una farfallina: la camera è piena di animali.

EH?
ribadiscono: la camera è sporchissima e piena di animali.

La collega mi chiama e inizia il coordinamento a distanza.

È sempre meglio che qualcuno resti nelle retrovie, in modo da riservare un ulteriore spazio di trattativa se ogni tentativo andasse fallito.

Allora: camera piena di animali.

…. Ecco dove devono essere finiti tutti i mufloni che prima dell’arrivo dei lupi stavano sui prati! Tutti i mufloni devono essere nella loro camera!

Si lamentano, che la camera è sporca e disordinata (eh?) e … e non si capisce cosa chiedono.

la collega giura che non ci sono animali di nessun tipo, ed è quello che io stessa verificherò l’indomani mattina, ma intanto li spostiamo: una singola e una doppia al posto della tripla. Stesso prezzo. Non dirmi che non va bene.

Dopo aver cercato con la pila di individuare improbabili altri animali, accettano lo scambio e pare finita lì.

Intanto hanno insultato le signore che si occupano delle camere, e anche tutto il resto del mondo che non li ha soccorsi nella loro grave ambascia.

Piccola riflessione: sono in cerca di guai dei quali io non ho voglia. Domani li metto alla porta.

Questa sì che è una cosa che non ho mai fatto!

È perfino una cosa che non mi appartiene per niente. Io e il mio sconfinato senso di accoglienza non lo permetteremmo mai.

O almeno così credevo.

Mi sveglio presto, chiamo l’assistenza di Booking, spiego la faccenda e preannuncio che siccome questi non saranno mai contenti di niente, e dato che io e il mio staff dobbiamo sopravvivere, offrirò loro di andarsene ovunque: non farò nemmeno pagare se non la caparra che hanno già versato.

Fuori

Dai

Piedi.

…. Lo dico, so che lo penso davvero, e non mi riconosco.

Arrivano.

Per queste cose ci vuole un testimone, e li spiazza il fatto che sia con me la collega che ha affrontato la loro furia ieri sera.

Discorso:

“ho capito che non siete soddisfatti e me ne dispiaccio. Il fatto è che questo è quello che possiamo offrirvi, e che con gli altri ospiti ci ha fatto ottenere una valutazione di 9,1/10.  Evidentemente per voi non è abbastanza. Capisco che vogliate andare altrove, e mi sentirei a disagio se vi trattenessi qui altri due giorni a lamentarvi. Andate liberamente dove volete: il conto è saldato.”

… ma …. Sono io?

“no. Così è troppo comodo! Deve trovarci lei un altro posto!”

“dice? Ma se i colleghi mi chiedono perché vi spostate, secondo voi, chi è che vi dà una camera?”

Breve confabulazione in grugnolese, e poi sentenziano “allora restiamo qui, e non paghiamo.”

AH AH AH AH AH !

Non ci siamo capiti: Non pagate se ve ne andate!

“… restiamo. Grrrrrrr … grrrestiamo.”

… peccato!

 

Allora …. Non sono riuscita a metterli alla porta, ma sono stata assertiva. Non scherzavo mica, e credo l’abbiano capito. Booking è stato avvertito passo passo di tutta la faccenda.

Questi se ne andranno tra quarantotto ore, dopo aver creato chissà quanti altri malumori, e a quel punto scriveranno la peggiore recensione della storia.

Non sono soddisfatta per non averli fisicamente messi alla porta: avrei voluto farlo.

Non sono soddisfatta, ma sono complessivamente piuttosto contenta di non aver loro messo le mani addosso.

Non li ho soffocati nel sonno.

È un gradino verso il Paradiso.

L’altro gradino sarà quando tra quarantasette ore non li avrò ancora finiti a colpi di cucchiaino da thé.

Quarantasei ….

Quarantacinque …

Il Paradiso si avvicina.

4 pensieri su “Un passo verso il Paradiso

  1. Non sapevo che ci fosse la possibilità di lamentarsi dei clienti, su Booking, ma mi pare una cosa sensata.
    Che succede, in questi casi? Viene cancellata la recensione? Viene bellamente ignorata? O che cosa?

    "Mi piace"

    • non succede niente di prefissato. si possono segnalare i problemi che eventualmente si riscontrassero con i clienti, si può chiedere di rimuovere la recensione, si può chiedere di poter comunque rispondere. La cosa però funziona solo se si ha l’accortezza di avvisare e aggiornare Booking in itinere, altrimenti quello che si dice o si scrive dopo la recensione sembra solo un maldestro tentativo di difesa.

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