Quanto dura un attimo?

A chi serve la lavatrice, oggi pomeriggio?

Ero partita con ottime intenzioni. Inquadramento rigido: a ciascuno il suo giorno, e solo quello. Se salti la lavatrice del mercoledì, niente panni puliti per una settimana.

Poi mi pareva un gioco sporco (ah, ah, ah!), e sono scesa a più miti consigli: si fa lavatrice quando è libera.

Priorità alle questioni di lavoro, ovviamente, e poi …

Dai, oggi non serve a nessuno: la faccio io.

Mi ci vuole un attimo.

Eh …

L’attimo della lavatrice funziona così: tu carichi il ciclo breve, che autodichiara durata di 45 minuti. Vai a sistemare le solite cosette, torni dopo un’ora e la lavatrice dice che il lavaggio durerà ancora 50 minuti.

A lavatrice donata non si guarda nell’oblò, ma dove la trovi un’altra macchina capace di allungare il tempo?

Miracolosa!

 

Pronto? Posso dettarti un ordine per domani?

Ti richiamo io tra un attimo.

Tre ore dopo, quando dovresti lasciare campo libero alla tua collega, ancora non ha richiamato.

Il suo attimo dura grossomodo fino a quando non ha più niente da fare in giro, così passando qui davanti per andare a casa si ricorda improvvisamente di me, e ….

Eccomi qua! Preferisco vederti di persona!

Sembra una gentilezza, e in fondo forse un po’ lo è. Ma lo sappiamo entrambi, che “un attimo fa” ti sei dimenticato di me!

 

Signora, posso lasciare la mia macchina nel vostro parcheggio solo un attimo?

Ha fatto in tempo a venire sera, a nevicare, a coprire tutta la macchina, a ghiacciare ….

E io preoccupata a pensare che chissà cosa poteva essergli successo, per fare che non tornasse neanche più …

E invece dopo qualche giorno …

Signora, sono venuto a riprendere la macchina, ma non mi parte. Posso lasciarla qui fin ….

Devo avergli fatto una faccia bruttissima, mentre credevo che stesse per dire “fino al disgelo”.

Ma lui se ne deve essere reso conto e ha rettificato … fin che chiamo il carro attrezzi?

Eh, perbacco! E poi dicono che perdo le staffe facilmente ….

Adesso basta solo che gli dicano che arrivano in un attimo!

 

Per favore mi sposti tutto quel cumulo di neve, prima che sgeli? Perché sai che se si scioglie, da lì che è in discesa, mi ritrovo tutto l’atrio che sembra una piscina.

Eh, vedi? Ci vuole un attimo a creare un centro benessere!

… che razza di risposta è?

Dai, faccio in un attimo.

E un attimo dopo (ma un attimo vero), il vaso con il pino mugo della cui esistenza non mi ricordavo, è stato spostato con tutta la neve che lo copriva, dritto dritto sul mucchio di neve dall’altra parte del cortile.

Solo perché mi sono distratta un attimo.

 

… meno male che in un altro attimo è tornato al suo posto!

 

E poi?

E poi la neve sgela, e non fa più tanto freddo, e sembra un attimo fa che era Natale, e invece sono passati già quasi due mesi.

 

E sembra un attimo fa che avevi un’altra vita, e invece sono passati tre anni buoni.

 

Questione di attimi, in effetti.

Uno per volta, ma tanti.

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