мы родом из Сибири, dicono.

È stato un inizio di stagione avaro di neve.

Belle piste bianche nel mezzo di prati di sterpaglie brulle,

ghiaccio senza nessuna poesia,

bambini con lo slittino che corre sul pietrisco,

qualche illusorio fiocco di neve, uno qui e uno a Marega, come avrebbe detto mia mamma.

Ieri invece ha finalmente nevicato. Venti centimetri buoni, caduti in fretta: uno spettacolo per gli occhi e per il cuore.

Per l’organizzazione un po’ meno.

Abbiamo lasciato sui tavoli della cena i soliti avvisi: “data la nevicata in corso vi preghiamo di spostare le macchine dallo spazio immediatamente antistante l’ingresso, in modo da agevolare le operazioni di pulizia”.

Credo che alle reazioni non ci si abitui mai.

Qualcuno schizza dalla sedia come se avessimo scritto che sta cadendo un asteroide sull’albergo, e in un nanosecondo, la macchina è parcheggiata in bell’ordine nello spazio opportuno.

Qualcun altro cena con calma e poi viene a chiedere se la macchina lì dov’è disturba. “Guardi: è quella lì in mezzo. Vede quella fatta come … beh, senza tutta quella neve si vedrebbe che è fatta come una berlina. E si vedrebbe anche che è rossa. Che ne dice, da fastidio? Sì?”

Sì. Se parliamo di quel mucchio di neve proprio davanti alla porta, allora sì. È da spostare.

“Va bene. Vado subito. … secondo lei il volante è da questa parte o dall’altra? Dov’è il muso?”

Gli consegno la solita scopa morbida, che non striscia la carrozzeria ma aiuta a trovare le portiere, e anche la seconda macchina è spostata.

Poi arriva il ragazzetto che dice che i suoi genitori sono usciti, ma lui la sposta subito, anche se non ha la patente.

MA ANCA NO, CARO DAL SIGNOR!

… ok. Questa si sposta domattina.

Ne rimane solo una.

Targa italiana. Parcheggiata neanche troppo tra i piedi …. Facciamo che non mi ci sforzo troppo. Resti pur lì.

La mattina dopo, eccoli.

Una coppia di signori giovani, Russi. Ci si capisce solo con il traduttore del telefono: io ne ho una meravigliosa versione che si può usare proprio per le conversazioni: insostituibile!

Proviamo.

Alcuni tentativi vanno a vuoto: il traduttore dice che devono pulire la macchina.

No, dice che devono vestire la macchina.

Non capisco niente.

Cominciamo da capo.

Dov’è la vostra macchina?

(Eccola: quella incriminata, appunto.)

Ha targa italiana! L’avete presa a noleggio?

Sì. L’hanno presa all’aeroporto.

Bene. Cosa avrà adesso la macchina?

Ci riprovano, e capisco che la vogliono spostare.

FLASH!

Volete spostarla per via dell’avviso di ieri sera?

Vari tentativi di traduzione e …. “Abbiamo letto che è da spostare, ma ci siamo accorti che ce l’hanno data con le gomme estive, e con questa neve temiamo di non riuscire!”

… accidenti al noleggio.

Venite, che vi offro un caffè, e intanto la macchina resti pur lì.

“Siamo anche preoccupati: come si fa a tornare in aeroporto con una macchina che scivola così?”

Ma come, non avete neanche le catene a bordo?

“Eh? Le catene? Beh … abbiamo visto che c’è una borsina piena di catene, ma a cosa servono?”

Provo a spiegarglielo, e intanto mi chiedo come si fa a essere così tonti, e come si fa a non sapere come funzionano le catene, e come si fa a …..

“Sa, noi veniamo dalla Siberia: lì c’è un tipo solo di gomme: quelle che non scivolano mai!”

mi sta bene!

Ho pensato che fossero degli sprovveduti, e invece vengono soltanto da un altro pianeta, dove il freddo è freddo, la neve è neve, il ghiaccio è ghiaccio e le gomme da neve sono …. Solo gomme!

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