ultime parole, forse

Ci sono giornate in cui trovi il tempo anche per riposarti.

Ti stendi un poco, e guardi la TV. E poi un po’ scrivi, e magari leggi anche.

Ci sono giornate in cui riesci perfino a fare due passi, e anche ad andare dalla parrucchiera a tagliare i capelli.

Ci sono giornate in cui hai tempo.

Ieri non è stata una di quelle.

 

Deve arrivare un gruppo. Uno sci club di un certo numero di persone.

Non è una fortuita indefinizione: staranno qui un weekend e io scoprirò probabilmente dopo la partenza, con quante persone abbiamo avuto a che fare.

Forse non erano abbastanza da venire in pullman, ma nell’ultimo elenco era compreso anche l’autista, e quindi …. Direi che vengono col pullman.

Allora però devono essere più dei dodici nomi che ho nella lista, altrimenti ….

Ecco: venti. Sono venti.

Autista compreso?

No. Con lui sono 22.

Venti, più autista uguale 22.

Sono due autisti?

No.

C’è uno che non viaggia con loro, ma li raggiunge qui.

Ok. 20 più autista + 1.

E perché mi avete chiesto camere per 26 persone?

Perché forse viene anche un altro, che però invece forse è malato.

Allora non viene.

Sì, così saremmo 22.

Di nuovo con due autisti?

No.

È che una forse non vuole stare nella doppia, e allora bisogna lasciarle una camera singola.

Sì, ma lo stesso si conta 1, o lei paga per 2?

Aspetta. Siamo partiti.

Adesso chiedo di scegliere il menu per la cena, così capisci.

Ottimo.

17 + 2 primi

13 + 9 secondi

dessert niente.

… ma in quanti siete?

Ah, sì, perché uno è celiaco, e uno intollerante.

Quella intollerante tra un po’ sono io. Voi in quanti siete?

Beh … insomma …

 

Arriva uno con una torta. Grande.

“perché abbiamo tre compleanni, e allora stasera festeggiamo”.

Ah, bene! Ecco spiegati i non dessert.

Ma dato che lui è qui ….

e che è quello che doveva raggiungerli …

Scusi, dove sono gli altri, e soprattutto quanti sono?

Ah, so mica, sa? Io sono da solo! Io e una torta di trenta porzioni!

T R E N T A ?

Eh … si iscrivono in un certo numero, ma poi quando partono il numero è di sicuro un certo altro!

… non so come, ma non sono stupita.

Poi come un ciclone arrivano, e il check in è fatto.

Sarà giusto?

Dai, facciamo che sia giusto.

Chi altro manca?

Una famiglia di Roma che arriva dopo cena,

e un paio di coppie di Praga che viaggiano insieme ma su macchine separate. Hanno scritto che arriveranno verso mezzanotte.

Telefoniamo.

I romani saranno qui verso le nove e mezza, come previsto.

I Cechi invece … coi Cechi si va alla cieca. Non si sa.

Prima telefonata: nooooo! Arriviamo alle sette e un quarto, noi.

Gli altri a mezzanotte.

Bene. Due cenano e due no.

Aspetta e aspetta … a ridosso della cena, ritelefoniamo: nooooo! Abbiamo due ore di ritardo. Arriviamo alle dieci, e gli altri quattro sempre a mezzanotte.

Quattro? Dieci?

No, aspetta.

Voi arrivate alle dieci, e gli altri sono due, no?

No. Hanno prenotato per due, ma sono quattro.

Ssssssì.

Allora … due che cenavano non cenano, e due che non cenavano sono quattro, ma non cenano neanche lo stesso.

Adesso … a tutto c’è una spiegazione, ma se fosse possibile saperle, invece che indovinarle a suon di imprecazioni ….

I due avevano prenotato una camera per quattro, con un prezzo per quattro, e io avevo pensato che volessero stare tanto larghi, e ho riservato una camera per quattro, ma ho preparato solo due letti. Mann ….

Va bene.

Prima di tra un poco, bisogna

  1. preparare due letti in più nella camera grande,
  2. aspettare quelli di Roma
  3. avvertire la cucina delle variazioni
  4. preparare milioni di spritz al bar, che i tre compleanni impongono un sacco di “offro io!”

Ce la possiamo fare.

Una collega sale a sistemare la camera, e intanto …. Corri! I romani sono arrivati, ma già se ne vanno!

Se ne vanno?

Poveri …. Ci tenevano a questa vacanza, e sono anche squisitissimi ospiti: loro aspettavano la vacanza, e io aspettavo loro!

Erano praticamente ancora nel parcheggio, quando li hanno chiamati per avvertirli che la loro casa di Roma è stata svaligiata.

Ripartono, è ovvio.

Neanche il tempo di salutarli, e loro un po’ in lacrime, un po’ con la faccia grigia, si apprestano a ripercorrere al contrario le sette ore di macchina che hanno appena appena guidato ….

Non si fa in tempo a realizzare il proprio rammarico, e neanche ad avvertire la cucina delle prossime variazioni di presenze …. Tre in meno, due in più … non si fa in tempo neanche a fare il conto che arrivano anche quelli di mezzanotte (e non sono ancora le undici!).

Va bene.

Loro arrivano, e nel corridoio incrociano la collega che scende dalle camere dopo avere operato il magheggio della moltiplicazione dei letti e degli asciugamani.

Perfetto.

 

A questo punto posso dirvi il segreto: io non c’ero. Ho coordinato le operazioni dalla mia camera, indecisa a più riprese se rivestirmi e scendere o se fidarmi del mio prodigioso staff.

Sono rimasta stesa, a fidarmi, e a pensare a questo e a quello, poi mi sono svegliata alle cinque e mezza con le idee chiarissime:

correggere i dati di check in,

comunicare le rettifiche allo chef e al personale di sala,

mandare una mail ai Romani, per …. Esserci.

quando scendi in ufficio alle sei e mezza, fai in tempo a sistemare il disordine della hall, a riorganizzare le idee, ad affrontare la burocrazia quotidiana, e anche a ….

 

Ok. Avete capito.

Adesso però vi saluto, che sono passati tre lupi sotto la finestra: devo andare a vedere da che parte vanno, se se ne vanno.

Se non vi scriverò più, potete star certi che sia perché tre lupi fassani oggi hanno avuto il loro abbondante pasto.

5 pensieri su “ultime parole, forse

  1. Accipicchia, ma stare dietro a tutto ciò…. deve essere un bel lavoro!
    E poi immagino, sempre sorridere ed essere pazienti.
    Anche perchè farsi venire il nervoso proprio non aiuta quando c’è caos…ma a volte.
    Comunque complimenti, quando ti leggo mi sembra di essere nella hall e di vedere i festanti villeggianti che folleggiano!!!

    "Mi piace"

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