Il BlackOut

“e allora siamo venuti insieme: io, mia moglie, i nostri amici e il loro figliolo. Siamo partiti ieri mattina che stavamo tutti bene, e siamo arrivati qua che uno cominciava ad avere mal di gola, e l’altro sentiva i brividi, e insomma sono tutti ammalati, a parte il ragazzo e io.”

Capitano, a volte, vacanze sfortunate, e stavamo perciò concordando una partenza anticipata, ed eventualmente …

CLACK!

Saltate tutte le luci.

Ho pensato che non avevamo ancora fatto una prova di tutte le millemila lampade di emergenza che abbiamo appena installato. Funzionano!

Mi scuso con il signore affranto, e mi accingo a un lungo giro per verificare gli interruttori.

Niente. Sembra tutto a posto, eppure …

Torno alla reception, e trovo il Direttore dell’albergo di fianco.

“Sono preoccupatissimo. Pare una cosa seria. Non abbiamo generatore. Per fortuna non ho gente chiusa in ascensore!”

Acc … a parte quest’ultimo dettaglio, potrei aver detto la stessa cosa!

Una corsa a verificare gli ascensori. Tutto ok.

Per fortuna anche io non ho nessuno chiuso nell’ascensore.

Dai (sono incoraggiante, ma non saprei neanche perché!), vedrai che si risolve in fretta, adesso chiamo il numero di emergenza.

Il signore con cui parlavo prima, intanto, uomo giusto al posto giusto, mentre guardava dalla finestra pensando ai suoi grattacapi, ha visto una fiammata e scintille sparse uscire da un cavo di quelli che gli alberi caduti avevano già danneggiato, ma (si credeva) ancora non tanto.

Ottimo.

Chiamiamo sto numero di emergenza.

Questi oramai saranno stufi di sentirmi: una volta per un tombino pieno di vespe, e poi per il vento che sposta la copertura del tetto, e per gli ospiti che si perdono sulle piste, e per …

 

DIGITI IL SUO CODICE.

Non ce l’ho.

….

DIGITI IL SUO CODICE.

Cosa faccio, ne metto uno a caso?

….

DIGITI IL SUO CODICE

Ma vaff …… PIIIIIIINNNNNN!

LE RISPONDERÀ UN OPERATORE DAL TERRITORIO ITALIANO.

E già me lo immagino … “Signò, oVVesuvio nun ch’àpprobblemi

 

PIIIIINNNN!

Buonasera, posso esserle utile?

… ehm … io sono a Penia …

Sì, abbiamo un guasto sulla linea, ma le squadre sono già sul posto. Questione di poco.

Se le fosse utile, posso dirle che abbiamo visto una fiammata all’altezza di un cavo.

Certo che è utile! Mi descriva cosa ha visto, e dove.

Racconto di nuovo del cavo, degli alberi caduti, della fiammata, delle scintille, di …

Bene. Mi dia la sua partita iva.

EEEEH? E perché.

Per individuarci. È solo per quello. Sperem.

 

Dopo un’oretta, la corrente elettrica è ripristinata.

Tutto a posto.

macchè!

Mi chiama qualcuno che sembra parlare da un walkie-talkie.

Sono il tecnico GZZRGGZZ è?

Eh? Cosa?

GRZGHHve siete?

L’albergo è proprio sulla strada sotto il bosco franato.

Allora venGGRRRGGGHHHZZZZ va bene?

Va sicuramente bene, ma cosa?

 

Esco. Chissà che da fuori si capisca meglio.

Ha detto di fronte aGGRZHHHuto, vero?

 

Lo vedo passare e mi sbraccio, ma lui non mi vede perché guarda il bosco.

SONO QUIIIIII!

Cast Away mi fa un baffo.

Mi sbraccio e grido al telefono: Siamo qui! Siamo verdi! Verdi e grandi! Di fronte al bosco!

 

Giuro che non so come abbia capito, ma ha capito, e torna indietro.

Eccolo qua!

Lo accompagno alla finestra, gli spiego dove abbiamo visto la fiammata, mi dice che così gli abbiamo evitato di cercare lungo tutta la linea, e poi mi stringe la mano e dice:

Adesso abbiamo collegato tutta la frazione alla linea elettrica di Alleghe.

Eh, e cos’è questo tono? Dovrei commuovermi?

Poverini quelli di Alleghe, che gli sono caduti più alberi che a noi, e adesso si tolgono la luce di casa per darla a noi …. Che commozione!

Adesso dobbiamo aggiustare in fretta, perché …

Vuoi mica che quelli di Alleghe abbiano concesso un utilizzo solo molto temporaneo della cosa?

 

Torno dal paese, un paio d’ore più tardi, già sull’imbrunire, e mi trovo i pompieri in cortile.

Sempre io, e sempre loro.

Che succede?

Dobbiamo accendere le fotoelettriche, perché devono aggiustare il guasto in fretta, altrimenti …

Sì, lo so, quelli di Alleghe …

 

Ho visto le fotoelettriche dal vero. Quelle che accendono per scavare tra le macerie dei terremoti, quelle che adoperano per i grandi disastri, quelle che a inizio stagione hanno operato per i nostri boschi.

Ci avvertono che più tardi, quando taglieranno il cordone ombelicale con Alleghe, potremmo avere qualche minuto di ulteriore blackout, ma intanto, dopo un paio d’ore di fotoelettrica sembra tutto risolto.

Bene.

Io avverto tutti gli ospiti, che non si allarmino. E intanto predispongo i controlli alla caldaia, che non si fermi, alle celle frigorifere, all’interruttore generale. E prima di andare a dormire metto un cartello agli ascensori: “CAUSA POSSIBILE BLACK OUT NOTTURNO, PREGHIAMO DI NON USARE L’ASCENSORE FINO A DOMANI MATTINA.” Segue traduzione in un paio di lingue a caso.

Tutto a posto.

Nanna.

 

Ventotto ore dopo.

Mezzanotte e un po’.

Suona il telefono, arriva un messaggio, bussano alla porta …. Tutto insieme!

AAARGH!

Risveglio traumatico.

Mi sradico dal letto, con un aspetto adatto all’epifania, e vedo che succede. In sintesi: blackout.

Ok.

Mi rivesto (l’epifania è un ottimo alibi per scendere conciata in questo modo!)

Torcia elettrica tra i denti, chiavi in una mano, l’altra intenta a stropicciare gli occhi …

Forse sono sveglia.

Mentre scendo le scale si riaccendono le luci. L’impeto è di tornare a dormire, ma …

Eccomi.

Il mio superstaff è già nella hall.

Uno ha controllato gli interruttori, un’altra ha spento il cicalino dell’allarme, mi dicono che è tutto a posto.

Altro messaggio del vicino: “Hai sentito il numero di emergenza?”

No. Adesso provvedo

 

DIGITI IL SUO CODICE.

Non ce l’ho.

….

DIGITI IL SUO CODICE.

Sai già che non ce l’ho!

….

DIGITI IL SUO CODICE

Ma vaff …… PIIIIIIINNNNNN!

LE RISPONDERÀ UN OPERATORE DAL TERRITORIO ITALIANO.

Benissimo.

 

Buonasera, chiamo da Penia …

 

Non si preoccupi, tutto sotto controllo. È stato uno sbalzo di tensione, ma non ci sono guasti. Vada a dormire tranquilla.

 

Mando i colleghi a dormire tranquilli, vado a vedere che la caldaia sia a posto, mando un messaggio rincuorante anche al vicino, e poi mi riavvio verso il mio letto.

 

Ho male al collo, ho preso freddo, ho lo scrupolo di non aver ricontrollato gli ascensori, penso che se ricapita durante la notte non sarò mai in grado di alzarmi di nuovo …

 

Ho sognato “quelli di Alleghe”, che di notte venivano a riprendersi i loro cavi perché con loro non eravamo stati abbastanza gentili.

… ma come? Io l’ho sempre detto che avete il lago più bello del mondo!

 

Mi sono alzata con il torcicollo. La maledizione di quelli di Alleghe: sono sicura.

 

PS: ero piccolissima. A casa del mio nonno abbiamo avuto un blackout.

“I g’ha tolto la luce!”

Nonno ha acceso una candela e poi è andato nell’altra stanza.

e io, sinceramente e profondamente preoccupata: “Nonno, e se i ne tole anca la candela?!”

….

adesso capite quanto sono stata coraggiosa.

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