Luci

È Natale, vuoi non scrivere di Luci?

 

Che nostalgia le luci della città …. Le stelle del Corso, i fili che scendono dalla torre, le vetrine scintillanti …

Ci pensavo mentre stavo arrivando in albergo, la settimana scorsa (ma come? È passata solo una settimana? Non ci posso credere!), ero a Soraga, e mi sono fermata un attimo per fare alcune foto: alberi caduti, poca neve, immagini un po’ ansiogene … lontane dalle luci dei miei pensieri, e adatte al momento, credevo.
Poi sono risalita in macchina e …. Altroché immagini ansiogene: una lucina sul cruscotto, un disegnino che lampeggia sul monitor, un fischio a rinforzare il tutto: visto mai che tu non lo veda, un segnale lampeggiante che dice “Guasto al motore, far riparare il veicolo”!
No panic. È una lucina fastidiosa, la prima di questo rosario, ma tant’è … San Internet dice che posso non preoccuparmene troppo. Ne parlerò domani con il meccanico di Tra i Monti. Se ci arrivo. Dopo un po’ il fischio si affievolisce e muore, e io col fiato sospeso e un occhio al cruscotto, arrivo dove devo.
La prima lucina mi è costata 50 euro. 50 euro per farla spegnere e nulla più.

Qui tra i monti il Natale è fatto di neve e di luci, della neve che il Cielo ci manda e di tante tantissime luci. Si vedono le stelle, quelle vere e grandi, nelle notti serene, e sono una meraviglia, e poi si dovrebbero vedere anche le luci decorative, se il Comune le accendesse. Meno male che ci sono le stelle, perché il Comune ha deciso per il risparmio energetico. Meno male pure quello, in effetti, ma allora cosa le hanno montate a fare? Ah sì, tra due giorni arrivano i turisti di Capodanno, e le luci si accenderanno per loro. Che se gli parliamo di risparmio energetico, magari scappano a casa. Le luci decorative sono dell’opulenza.

… E in qualche modo bisogna adeguarsi. Tutti gli alberghi hanno milioni di lucine a incorniciare i tetti, le terrazze, le finestre, e tutto quello che si possa incorniciare. Gli alberghi accendono le luci prima ancora di aprire la porta. Ci sei se hai le luci, altrimenti non ti si vede. Qualcuno per paura di restare indietro le accende tutto l’anno, ferragosto compreso. Mah!
Però un Paese di montagna senza tutti quei milioni di luci è probabilmente come un cielo notturno coperto di nubi. Allora ci si adegua davvero, e a Natale “Luci” sia! (si può dire?). e noi? Noi abbiamo chilometri di luci, ben archiviate in scatoloni etichettati:
luci della veranda a nord
Luci della ringhiera a sud
Luci del bordo sopra i garage
Luci del balcone a valle.
E poi i cavi:
dalla presa alla finestra dell’ufficio
dalla presa al balcone a valle
dalla presa al cavo che scende dal tetto.
Tutto rigorosamente etichettato. E allora, che ci vuole a montarle? Ci vuole una scala da elettricista, ci vogliono milioni di fascette da elettricista, ci vuole il nastro isolante dell’elettricista, e … indovina un po’ … ci vuole l’elettricista!
L’ho chiamato un milione di volte (una volta per ogni lucina, circa!) e poi, finalmente …. In un lampo installa tutte le luci, poco prima del crepuscolo. E poi se ne va, tranquillo: “Ecco, adesso è tutto a posto! Goditi le tue luci!”
Goditele, sì. Ci sono luci a cascata, con qualche intermittenza che fa effetto di luccichio, e ce ne sono tante. Si vedono dalla strada, dal cortile, dalle finestre delle camere, della reception … da ovunque, tranne che dalla finestra della mia casina. Qui no. L’unico cavo che non funziona è quello del quale io dovrei godere. Non male, vero? Secondo me l’elettricista lo sapeva, ed è per quello che se ne è andato prima che si accendesssero!

Non male, però, perché così si dorme meglio. Si dorme e si dormirebbe, dato che qui in fondo alla valle le luci dell’alba arrivano molto più tardi del suono della sveglia!

Alzarsi, sistemarsi, scendere, e ancora fuori è buio. Buio davvero perché anche le lucine di Natale a un certo punto si spengono!
È buio e sulla montagna, in alto in alto, c’è una luce che non avevo mai notato. Una luce forte, fissa, grande. Ci penso. Cosa sarà? Lì c’è un rifugio … vuoi vedere che …. C’è un rifugio, e c’era anche prima, solo che prima c’erano anche tanti alberi che lo coprivano, e invece adesso, con tutti gli alberi radici all’aria, si vedono luci che non si sapeva fossero accese. Non è una cosa bella.

Allora si scende e ….
Acc … ho preso il maglione blu, e invece volevo quello rosso … tornerò a cambiarlo più tardi, ma certo che tra tutte le luci che ci sono, possibile che per guardare nell’armadio devo usare la torcia? È una supertorcia che illumina lontanissimo, e lampeggia l’SOS pure, e io sono costretta a svilirla per cercare i vestiti dentro all’armadio …. Mah …
Si scende senza luce negli occhi: quella contiamo di riattivarla presto. Basterebbe quella telefonata, quel messaggio, quell’occasione, quel Gesto di Provvidenza. Forse basterebbe perfino una giornata tranquilla, senza emergenze …..
Scendo, e mi ci vuole un quarto d’ora per accendere tutte le luci che devono essere accese: l’albero di Natale (ma perché fanno queste intermittenze isteriche, che porterebbero all’imprecazione anche i Santi Muti?), gli volto le spalle, all’albero acido, e accendo tutte le decorazioni che stanno a destra e a manca, e le candele nelle lanterne, il cuore rosso nella hall, Luci, Luci, Luci!

Ok. Un passaggio a controllare che sia tutto a posto e … accidenti … una rampa di scale al buio. Accidenti … devo ricordarmi di farla sistemare! Accidenti! Qui la fotocellula che accende la luce è stata montata da un tipo alto un paio di metri, così io per farla scattare devo saltare sul gradino più alto sventolando le braccia. E i bambini? A loro consegno una scopa e dico che la devono sventolare in alto perché spazza via il buio. Ridono molto. Io non tanto. Però ringrazio per le doti di creativo problem solving. E anche perché non siamo su candid camera.

Insomma, ci sono un mucchio di luci.
Ci sono luci odiose come quelle che compaiono sul cruscotto, quelle isteriche dell’albero di Natale, quelle che mettono tristezza per via degli alberi caduti, quelle che ti sfidano perché non sei una pertica.
Ci sono luci che fanno sorridere: le stelle in cielo, le decorazioni di Natale, la supertorcia dei marines, le candeline sulle torte, e quelle degli occhi che sperano.

E poi ci sono le “Luci sulle fronde”.

http://www.lucisullefronde.it/

Quattordici storie di montagna. Una mia.
Leggetelo.
È per le luci negli occhi dei bambini che giocavano nel parco di Lambioi che non c’è più.

5 pensieri su “Luci

  1. Non so se la vecchiaia mi porta ad esser sentimentale, ma quasi mi commuovo grazie per le “luci” dei tuoi blog…
    Recuperato ieri il libro in ufficio postale nei giorni a venire, se tutto tranquillo ti leggerò 😘

    "Mi piace"

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