non li sopporto

Sono davvero il peggio del peggio, i clienti che è meglio perdere che trovare.

Sono quelli che non hanno il coraggio di quello che pensano,

o che hanno il coraggio di quello che scrivono anche se forse non è quello che pensano.

Il peggio del peggio sono i clienti che soggiornano una settimana, con un permanente sorriso a 32 denti, e poi se ne vanno a casa, a scrivere recensioni pessime.

Mi pare di vederli, seduti nella loro casina triste, a battere sulla loro tastierina stupida, parole cattive ed acide mentre si sfregano le mani, godendo delle cose che riescono ad inventarsi.

Vanno a casa dopo aver soggiornato in un posto che è quello che si sono scelti, e scrivono che non l’hanno trovato come lo volevano (cioè diverso da come l’hanno scelto).

Posizione? Troppo isolato. (ma guardare una cartina prima di prenotare, pareva brutto?)

Servizi? Insoddisfacenti. (dove hai letto che avresti trovato cose che non abbiamo mai detto di avere? e informarsi di meglio, casomai, pareva brutto?)

Animazione per i bambini? Non efficace. (eh, avresti ragione, se mai avessimo detto di avercela!)

Meteo? Troppa pioggia. (colpa mia, scusa: avrei dovuto comprare un ombrello grande come l’intero comprensorio!)

Prati? Troppo in discesa. (giusto. qui non so che dire: bisognerebbe farla, questa petizione per spianare le montagne. cos’è sta cosa insopportabile che le Dolomiti sono sempre in salita o in discesa?)

Personale? Sempre le stesse facce. (eh … io ho provato a chiedere allo chef di fare la receptionist, e alla governante di fare la cameriera in sala …. saresti stato più contento?)

Se ne sono andati ieri. E nessuno di noi si è lamentato di un bambino che strillava tutto il tempo, di genitori evidentemente incapaci di gestirlo, di orari non rispettati, di ….

Non ce ne siamo lamentati, ed abbiamo invece cercato di essere comprensivi, di sorridere al piccolo urlatore, di cercare per loro attività che potessero ovviare al cattivo tempo.

“Tutto bene?”

sorriso e “Sì, bene, grazie. Peccato per la pioggia!”

Non che fossero il ritratto della cordialità, ma antipatici sarebbe un’altra cosa!

Poi partono.

Partono il giorno in cui parte chiunque altro.

Via. Neanche me ne accorgo. Non sono passati a salutare: gli unici che non l’hanno fatto, e già questo ….

Un poco me lo aspettavo: neanche il tempo di arrivare a casa, e sono già lì che scrivono una recensione pessima.

Voto allo staff: 5

Voto alla posizione: 5

Voto al caffè: 2,5

Voto alla cucina … no, qui il voto non c’è. C’è scritto solo che è pessima.

E il coraggio di dirlo prima, invece no, vero?

Tutto bene, cosa vuol dire?

Io non li sopporto.

Al di là della visione idilliaca della critica costruttiva che aiuta a migliorare,

dal momento che non esiste l’albergo perfetto in cui tutti si trovano perfettamente, perché non sei coerente e mi dici “non mi piace”, invece di chiedermi informazioni per suggerire ai tuoi amici una vacanza qui da noi?

Perché, dico, se il caffè è così cattivo …. A chi è che lo raccomandate? Alla suocera e al suo toy boy, magari?

Io li detesto.

Codardi.

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