Questo Albergo non è una Casa!

Allora, spieghiamocelo:

una camera in albergo si prenota, non si pretende.

L’allestimento di una camera è quello che trovi, e nemmeno se sei il più bravo arredatore del continente è normale che tu giri i mobili, e togli e sposti, e fai.

I letti sono fatti per dormire con le lenzuola e con le coperte, non per calciare ogni cosa sul pavimento e dormire senza nemmeno il coprimaterasso.

E se la cena è alle sette e tu dici che arrivi alle quattro, poi non puoi arrivare alle otto e mezza e protestare pure.

E i bambini hanno spazi e libertà, che non vuol dire che hanno Tutti gli spazi e Ogni libertà.

E da ultimo, caro il mio clientino, siccome il personale lo gestisco io, se c’è qualcosa che non ti garba, o qualcosa per cui hai voglia di frantumare l’anima, vieni a dirlo a me, invece di creare problemi al mio staff.

Vieni a dirlo a me, perché loro non ti risponderanno mai per le rime, nemmeno quando proprio dovrebbero.

Vieni a dirlo a me, anche se sono quella Cattiva.

Dillo a me, che sono quella di cui ai bambini dici “se fai i capricci lo dico alla signora Anna!”

E allora dimmelo, no?

Poi io mi regolo, perché in effetti essere quella Cattiva non è da me, ma a volte …

 

Stamattina sono scesa che me lo si leggeva in faccia: ieri sera avevo voluto evitare lo scontro, e mi ero tenuta a distanza di sicurezza, pur informata di andamenti e avvenimenti.

Speravo di mantenere toni pacati anche stamattina, perché gridare non è davvero da me.

Non in questo contesto, almeno.

E invece ho gridato come fischia una pentola a pressione quando non è opportuno che si trattenga oltre.

Non l’avevo previsto, e non mi ero preparata.

Mi sono presa in contropiede da sola, e tutto quello che ho potuto fare è stato di arginare la furia attivando il parental control: niente parolacce.

Non ne ho dette, davvero.

È stato un risultato encomiabile, però ho alzato la voce, e sono stata perentoria e secca.

È durato quanto dura un tuono,

ma mi ha lasciata sfinita, con il mal di stomaco

e anche una specie di persistente voglia di piangere.

 

Me lo sono ricordato tardi:

“sii selettivo nelle tue battaglie: avere pace è meglio che avere ragione” (cit.)

2 pensieri su “Questo Albergo non è una Casa!

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