non tutto si può dire. o sì?

C’è poco di metaforico in una giornata che comincia con un bel sole e poi ti blocca in casa con un diluvio freddo e tuonante.

Bisogna crederci, che non sia una metafora della vita, altrimenti non resta che di confidare nell’arcobaleno, che però a volte c’è e altre volte ….

Com’è che dicono? “Chi vive sperando …”

Vabbè, non importa: non è una metafora. È solo una giornata di pioggia, con la necessità indotta di riposarsi quieti con una tazza di un buon thè e due biscotti di quelli danesi con una tonnellata di burro.

Piove, diluvia, ci si raggomitola e si pensa.

Ieri ho promesso che avrei scritto qualcosa di rilassante e buffo, e anche se il tempo non aiuta, vorrei provare a mantenere la promessa.

Nel nido del codirosso che abbiamo lasciato covare sotto il porticato sono nati gli uccellini, ma oggi fa freddo, e io me li immagino intirizziti come la merla della leggenda, che è diventata nera riparandosi dentro alla canna del camino.

…. Rasserenante? No, eh?

Un signore che fa il monitoraggio della zona sorvolandola dall’elicottero dice che sparse tutte in giro ci sono decine e decine di carcasse che i lupi si sono preparati.

…. Questo non fa sorridere neanche un po’, lo so.

Ieri ho mandato a quel paese qualcuno, ma sono riuscita a farlo solo nello spirito. A parole non sono stata capace.

È evidente che quanto a serena spensieratezza ancora proprio non ci siamo. Lo so.

Il punto è che, purtroppo, non tutto quello che succede si può raccontare, soprattutto se coinvolge le persone con cui si lavora, perché si rischierebbe di risultare involontariamente poco rispettosi e davvero quello non è il mio obiettivo.

Però se io scrivessi del peccato, ma non del peccatore, forse allora ….

Forse allora potrei scrivere le incredibili avventure di una mattinata nell’ufficio di reception.

Si può fare.

 

Ci sono operazioni routinarie nella sostanza, che rivelano nella forma incredibili doti di fantasia e trasformismo.

Scendo in ufficio alle 7: 20. (SETTEEVENTI, hai capito bene. Alla faccia del “qui è sempre vacanza, che lavoro sarà mai?”)

Alle 7:25 sono già alle prese con le bizze della stampante: una volta si incastra il foglio, una volta lo tiri fuori e ne esce anche una specie di levetta di plastica (speriamo superflua), una volta si anima di vita propria e stampa. Non so se sia meglio sperare che stampi anche quando non serve, piuttosto che sia necessario scrivere a mano per manifesta incapacità di collaborazione.

Stampa di sua iniziativa, stamattina. Venti copie dell’orario delle Messe in tutta la Val di Fassa.

Grazie. Mi serviva, perché in bacheca era appeso l’orario fino a giugno, ma venti copie …. Che me ne faccio di venti copie? Mi ricordo di quando ho fatto volantinaggio sull’argine per l’ecoshop di Luana (www.ecocose.com. guardateci: è uno spettacolo!). Me ne sono ricordata mentre mi guardavo tra le mani le anarchiche venti stampe: Venti stampe in mano, venti macchine in cortile …. Quasi quasi …. “Sono in missione per conto di Dio!”

… no, eh? Mi risolvo ad esporne alcune copie dove serve, e le altre … ci penserò. Chissà se anche questi fogli fanno parte della categoria delle “immagini Sacre” di cui la mia nonna mi diceva che “non è mai rispettoso buttarle”.

Conserverò per ora le venti stampe miracolose, e intanto mi siedo davanti al PC.

Il PC …. Questo incantevole orpello ….

Stai lì a guardarlo un po’, sperando che parta (e vada dove, peraltro?). Lo guardo e penso che è davvero incantevole: si è incantato di nuovo. Lo guardo, pigio qualche tasto con stizza, e poi con violenza via via crescente.

Sono sul punto di infierire, quando “Anna, abbiamo un po’ di quegli spilli ovali?”

Ecco. Gli spilli ovali. Cosa sarebbero gli spilli ovali?

Disegna con il dito una specie di cerchio schiacciato, e ripete “sai … gli spilli … quelli ovali!”

.. no. Non so gli spilli ovali. Non lo so.

“beh, dai, anche quelli dritti, basta che stiano chiusi.”

Certo. Spilli ovali dritti, che stiano chiusi.

… Sono una donna intelligente: “ti servono spille da balia?”

Quasi devo fargli vedere l’immagine su google … ma sì: vorrebbe delle spille da balia. Che sono notoriamente un articolo di cancelleria presente in qualunque ufficio ….

Ma io ho la borsa di Mary Poppins, e quindi ….

“Anna, ho fatto un’invenzione: mi servirebbe …. Ehm …. Sai uno di quegli spazzoloni fatti a ferro da stiro?”

Ecco. Qui sarebbe in difficoltà anche la mitica Mary.

No. Non so lo spazzolone fatto a ferro da stiro. Non lo so, e non saprei neanche immaginarlo.

Con la mano destra fa il gesto come di stirare, appunto, e intanto muove le dita della sinistra come per fare il solletico qualche centimetro sotto al pugno che stira. “e qui ci sono tutte le setole, no?”

… no. Devo confessare che ancora non ci sono.

“On Bruschìn!” suggerisce la collega che gode della mia stessa padronanza della nostra lingua madre: il dialetto del basso veneto e le sue varianti.

“Te vol on bruschìn col mànego?”

Non so chi sia il più disorientato. Però sì, gli serve quello.

Non credo di trattenere lo stupore, ma “OK. Oggi vado a comprartelo!”

Nel pomeriggio vado dal ferramenta, quello che secondo me gli si arricciano i baffi al solo vedermi entrare. Vediamo cosa succede.

“Franco, se io ti chiedessi uno spazzolone fatto come un ferro da stiro, tu cosa mi daresti?”

non fa una piega.

Si alza, e mi fa strada verso uno scaffale un po’ nascosto.

“è questo?”

… è una spazzola da scarpe. A tutti gli effetti, on bruschìn col mànego.

Mi cedono le ginocchia per lo stupore. Che sia complicità maschile, che sia un linguaggio che solo loro capiscono?

“sì, la forma è questa, ma mi servirebbe con le setole più dure!”

“Ah, ho capito, quello di legno e saggina per grattare bene! Ce l’ho, ma mi è rimasto solo il modello senza manico.”

Sono sempre più perplessa, mentre lo guardo tornare raggiante:

“guarda: questa è la spazzola, e qui sopra, dato che è di legno, ci avvitiamo una maniglia da mobili, no?

Certo! E così avremmo esattamente on bruschìn col mànego.

E lui “E pensa: se ci metti una maniglia di metallo con due vitine, quando le setole saranno rovinate, tu potrai cambiare la spazzola e riciclare la maniglia!”

vuoi vedere che lo potrei brevettare? Bruschetto da pulizie profonde, con manico ergonomico e setole di ricambio. 25 euro, a fronte dei 4 che spendo adesso …. geniale!

Bisogna ascoltarli, i colleghi, soprattutto quelli che ti accolgono con “Anna, ho fatto un’invenzione!”

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