Mantenersi in “allenamento” …

Ieri sera:

Anna, sono il cuciniere capo, e ti avverto che siamo senza gas.

COOOOOSA?

Non scherziamo!

Che vuol dire “senza gas”?

Quante versioni di “senza gas” conosci? Questa è quella per cui non si può cucinare!

Macchecc….

Scendo a vedere.

Vedi? La fiamma è gialla, poi i fuochi si spengono, il forno fischia e segnala che manca il gas. Morale della favola: manca il gas.

Non può essere. Mi sono tutelata: rifornimento a fine dicembre, bombolone carico, saremo al massimo al 40%. Si arriva di sicuro fino all’inizio della prossima stagione. Credo.

Meglio andare a vedere, prima di imprecare per niente … vuoi mai …. Magari c’è una perdita, magari un … magari una … magari …. Ecchenessò! Vado a vedere.

Esco.

Torcia elettrica (perché ovviamente tutti i guai capitano di sera, e per di più di sabato!), chiavi del recinto del bombolone. E doposci.

Già questo …. Doposci per uscire …. Nevica, c’è un sacco di neve dappertutto, il bombolone è stato aperto l’ultima volta a dicembre …..

Arrivo lì e ….

Perché non ho fatto una foto? Sarebbe stato surreale: una recinzione con un cancelletto chiuso da un lucchetto, e dentro …. Un metro e mezzo di neve, e nient’altro.

Cosa faccio, piango subito, o …. ?

O. Meglio “O”.

Non sto neanche ad aprire. Prendo il numero delle emergenze (sta scritto su un cartello che di solito è “in alto”, mentre adesso devo un po’ scavare con la mano nella neve … vabbè.).

Rientro.

Nevica, ho la tachicardia, e in testa il caos ….

E per di più mi tocca rientrare dalla parte della cucina, dove il Cuciniere mi apostrofa “è di sicuro il gas: vedi la fiamma gialla?”

Tra le righe c’è anche una specie di “è colpa tua”, ma faccio finta di niente. Gli spiego al volo che per il momento non c’è niente che possiamo fare, e mi rifugio in ufficio.

Allora, ricapitoliamo.

Non arriva gas in cucina, ma secondo me non è un problema di rifornimento.

È sabato sera e comunque adesso non risolvo niente.

Anzi …. Dal momento che i forni si sono appena spenti, intanto anticipiamo un po’ la cena, così per stasera ce la caviamo. Perfetto.

E poi …. Via con la roulette dei numeri di emergenza:

prima quello del “solito” referente, che mi dice che devo fargli sapere a che livello è il gas, che eventualmente lunedì mattina provvede al rifornimento.

LUNEDÌ MATTINA? CAZZ…..

Poi tocca al numero verde per le emergenze. Un signore gentile mi fa raccontare tutta la faccenda, comprese le mie ipotesi, e poi conclude che devo fargli sapere a che livello è il gas, che eventualmente lunedì mattina provvede al ripristino dell’impianto.

LUNEDÌ MATTINA? CAZZ…..

… ok. Unica cosa che rimane da fare, adesso, è andare a dormire. Domattina vedremo di verificare sto livello, e poi di conseguenza sapremo chi aspettare lunedì mattina.

Ok.

Metto il piede sul primo gradino, per salire nei privati appartamenti, e …. MACCHECCAVOLO! DI QUI A LUNEDÌ C’È LA CENA DI DOMENICA! E QUELLA?

Retro front!

Si torna nel pensatoio.

Grazie, Provvidenza, che hai fatto che domani avremo solo pochi ospiti a cena.

Chiamo il mio amico che ha la pizzeria non lontano da qui, e gli prenoto tavoli per tutti.

Dai, mandameli: pizza, bibita e dessert. Ti faccio bene.

In realtà … sono io che gli faccio bene, mi pare, ma tant’è … sono sottigliezze!

Adesso restano “solo” da avvertire gli ospiti.

 

ATTENZIONE: A CAUSA DI UN IMPROVVISO GUASTO, LA NOSTRA CUCINA DOMANI NON SARÀ OPERATIVA. ABBIAMO PRENOTATO LA VOSTRA CENA PRESSO ….. ecc, ecc, ecc.

 

Non sembrano dispiaciuti. Domani forniremo a tutti il bigliettino del locale, e al locale la lista degli ospiti.

Ce la si può fare.

Dai! A dormire!

Ripasso mentalmente tutto …

  • nevica
  • Chiamato tecnico
  • Nevica nevica
  • Chiamata emergenza
  • Nevica nevica nevica
  • Domani verificare livello gas (dopo avere spalato, dato che nevica)
  • Ospiti avvertiti.
  • Pizzeria pure.
  • Tutto ok, per ora.

Alle ore 2:57, mi sveglio di soprassalto, con la certezza che non sia esattamente tutto ok.

Porca l’oca (che di parolacce ne ho dette già abbastanza): con sta storia del gas, ho dimenticato di ordinare il pane!

Che si fa? Si piange?

Te lo immagini? “Cari ospiti, oggi oltre alla cena, non c’è manco la colazione!”

No, no, no, no. Non può andare! Chiamo il panaio. Alle tre di notte. Tanto, lui a quest’ora è sveglio di sicuro!

….

Ehm … buonasera ….

Buongiorno Anna! Cosa fa sveglia a quest’ora?

Si è dimenticata l’ordine?

Non si deve mica preoccupare, sa? Le ho già preparato la stessa cesta di ieri. Torni a dormire, dai, domattina se la trova al solito posto, va bene?

Non sono abbastanza lucida da dirgli che no, non va bene, e che me ne serve di meno, dato che gli Highlander sono partiti e non li devo sfamare. Non sono abbastanza lucida da dirgli quanto pane mi serve.

O forse invece sono proprio lucidissima:

“Grazie: è proprio quello che mi serve! Buon lavoro!”

Ce la facciamo?

La mattina alle otto e mezza abbiamo all’appello:

  1. Un metro e mezzo di neve spalati dal coperchio del serbatoio.
  2. L’alloggiamento del serbatoio pieno di ghiaccio fino all’orlo
  3. In trasparenza il manometro rincuora sul livello del gas: 45%.
  4. Il tecnico assicura che sarà qui lunedì mattina alle 8:30
  5. Il mio amor proprio, solo un po’ provato, che si crogiola nella consapevolezza che nulla avrei potuto fare per evitare l’incresciosa faccenda
  6. Gli ospiti che avranno pizza a cena, e anche una cosa strana da raccontare
  7. Il Cuciniere felice perchè gode di una inattesa giornata di ferie.

 

E la Provvidenza?

Già a luglio 2016 ho scritto di un episodio che a proposito di gas aveva messo alla prova la Provvidenza, oltre che il mio stesso sopravvivere.

Quella volta avremmo potuto dover cucinare a fuochi spenti, e mettere a tavola 70 persone, se non fosse stato che ….

Anche questa volta Grazie, Provvidenza, perché gli ospiti da sfamare stasera sono pochi, e perché se ci fosse un campionato mondiale di problem solving io potrei parteciparci allenata!

2 pensieri su “Mantenersi in “allenamento” …

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