Buoni propositi

Formulo un buon proposito ogni sera, e poi cerco di ricordarmelo la mattina, e mi ripropongo di impegnarmici durante la giornata.

Cose semplici, perché gli obiettivi con l’asticella troppo alta rischiano di essermi fonte di frustrazione. Mi pongo propositi facili: quello per la giornata di oggi era “sarò gentile”.

Mi sono svegliata prestissimo perché un gruppetto di ospiti sarebbe arrivato prima delle 7:00, e a me dispiaceva che dovessero star fuori ad aspettarmi fin verso le 8.

Sarebbero dovuti arrivare alle 6:45, e allora io ero in ufficio alle 6:30, con il proposito di essere gentile, accogliente e sorridente. Anche all’alba.

Oggi sono previsti molti arrivi. Giornata di cambio e ponte di carnevale: si muove un sacco di gente e io avevo proprio bisogno di concentrarmi sulla gentilezza, dopo che gli ospiti dell’ultimo periodo hanno messo a così dura prova la pazienza e la tolleranza. Grazie a loro ho scoperto che “arriviamo dopo cena” vuol dire alle due di notte, e che se provi a far notare che la reception chiude alle 10, la risposta è “non importa, tanto noi siamo un gruppo di amici” …. E ALORA? (in dialetto!) Poi però è un gruppetto … creativo! Prenotano per 12, forse arrivano in 10, ma siccome arrivano di notte e anche alla spicciolata tu lo saprai solo la mattina seguente. E la mattina seguente saprai anche come si sono distribuiti nelle camere, e scoprirai che anziché ottimizzare le camere e lasciarne libera una, si sono auto autorizzati ad avere due camere singole, nelle quali peraltro hanno usato entrambi i letti (e non chiediamoci come e perché l’abbiano fatto!).

Fa niente, tanto domani partono, e non mi resta che di essere gentile per un’altra mezza giornata. Compaiono, invece, gli sciatori provetti, ad informarmi che anche se domani il check out sarebbe alle 9:30, loro lasceranno la camera più tardi, perché pensano che hanno intenzione di dormire, dato che stasera faranno bisboccia.

Hanno intenzione di fare cosa?

Io ho intenzione di mettermi nel corridoio a battere i coperchi con un mestolo, così, per essere gentile.

Ho intenzione anche di entrare in camera facendo finta che siano usciti. E apro, arieggio, tolgo le lenzuola, passo l’aspirapolvere …. Per essere gentile … con quelli che vengono dopo di loro.

Aspetta che mi riprendo … che per fortuna di ospiti ce ne sono anche altri. Sono in partenza, questi, e mi dicono che sono stati benissimo, e che è stata una vacanza molto bella.

Bene: con questi è facile essere gentili!

“però …” – ah, ecco! – “devo dirle tre cose che proprio non vanno!”

Sentiamo.

“il caffè alla colazione non è buono”

eh, qui forse qualcosa si può fare: ho ordinato una miscela diversa, speriamo che si risolva.

“non fate uova strapazzate: io in vacanza sono abituato a mangiarne un piattone tutte le mattine!”

…. Un piattone? Ecco, hai la risposta: non faremo 80 piattoni di uova strapazzate tutte le mattine. Non se ne parla neanche.

“… e poi, e soprattutto ….”

Stringo i denti …. So che sta arrivando una bordata ai miei propositi odierni …

“ e soprattutto …. La pista da sci in cui i maestri portano i principianti …. È IN DISCESA! Ma come si fa?”

…. Ohmmmmmmmmm

…. Ohmmmmmmmmm

Come si fa, dite? Esistono piste da sci in salita per i principianti? Esistono piste piatte? O me lo dite perché io provveda a spianare le Dolomiti?

…. Ohmmmmmmmmm

Calma. Meglio che mi faccia una camomilla, perché la bellicosità dei propositi per domani mal collima con la supposta gentilezza.

Camomilla. E anche nella mia tazza preferita (che non è tanto preferita quanto quella che ho a casa, ma è pur sempre un ottimo coadiuvante della gentilezza indotta).

Tengo la camomilla in mano ed effluvi di camomilla nello spirito ma la mia collega, inconsapevole dei miei propositi di gentilezza, mi informa che alcuni degli ospiti che stavamo aspettando ….. sono in un altro albergo.

SONO DOVE?

Eh, hanno prenotato da noi, ma poi non si capisce per quale motivo hanno pagato la caparra da un’altra parte (a me aveva detto di averla pagata all’ultimo minuto e che ci avrebbe portato la distinta dell’operazione).

Camomilla. Molti. Sorsi. Di. Camomilla.

Lo chiamo.

Mi spieghi ben questa faccenda!

“Guardi, non so cosa dirle. Io sono a casa ammalato. I miei amici sono partiti in tre, e li ho chiamati poco fa, e mi hanno detto che sono già in camera, ma da un’altra parte.”

Beh, saranno in camera dove hanno pagato la caparra, immagino!

“Eh, ma io non lo so. Se fossi venuto io e se avessi guidato io, sarei venuto lì!”

E avrebbe lasciato un altro albergatore ad aspettarvi, mi pare!

“ma poteva dirmelo che non stavo parlando con l’altro albergo!”

POTEVO COSA? GUARDI CHE MI HA CHIAMATA LEI! È STATO LEI A FARE LA PRENOTAZIONE, NON IO A CERCARLA! E QUANDO LE HO DETTO CHE NON AVEVO RICEVUTO LA CAPARRA, LEI MI HA DETTO CHE L’AVEVA PAGATA E MI AVREBBE PORTATO LA DISTINTA!

“Guardi, io non sono una persona scorretta!

E IO INVECE, NON SONO UNA PERSONA SCORTESE. IO SONO GENTILE, E DEVE ESSERE PER QUELLO CHE NON LA MANDO A QUEL PAESE, E CHE LE AUGURO INVECE UNA MERAVIGLIOSA SETTIMANA.

Vuota e senza senso, gliela auguro, proprio come sono le camere che lei ha prenotato per poi andare da un’altra parte!

….. a proposito:

Mi sono svegliata prestissimo perché un gruppetto di ospiti sarebbe arrivato prima delle 7:00, e a me dispiaceva che dovessero star fuori ad aspettarmi fin verso le 8.

Adesso sono le 17:45 e non quelli non sono ancora arrivati.

…. Era il giorno sbagliato, per questo proposito!

Era un’asticella troppo alta.

Per oggi bastava il proposito di non sofegàre nessuno!

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