Dimenticanze

L’ho cercata dappertutto.

Cioè, l’ho cercata nel pur relativo dappertutto del mio alloggio montanaro nel quale al momento sembra essersi sbizzarrito un tornado pasticcione.

Sono sicura di averla portata con me. Ne sono sicura perché l’ho comprata prima di partire, proprio in previsione che mi servisse.

E adesso mi serve.

E non la trovo.

È una scatolina grigia fatta come un cubo solo un po’ schiacciato, e dentro c’è un vasetto di vetro bianco con il tappo a vite.

La mia crema idratante, antirughe, che va bene per quelle che hanno una certa età, e che vivono in un certo clima. L’ho comprata apposta, in un estremo tentativo di amor proprio, perché l’altra stava finendo, e adesso che l’altra è appunto finita …. Dov’è il barattolino nuovo?

Ho cercato nei posti in cui sarebbe stato ovvio trovarla: nella scatola delle creme e cremine in attesa di utilizzo, nel cassetto delle creme e cremine in uso, sui ripiani e nelle sporte dove “mai si sa”.

Niente da fare. Non c’è neanche nelle valigie (visto mai che l’avessi già preparata per tornare a casa!), e non c’è nemmeno nel famoso terzo cassetto, dove vanno a finire tutte le cose che non hanno un “loro posto”.

Non c’è.

Me la immagino, poverina, dimenticata da qualche parte in una delle case da cui sono passata prima di partire.

Vuoi che sia rimasta a Vicenza?

Vuoi che sia da mio papà?

O che sia magari nel bagagliaio della macchina, e quindi al momento in officina per l’ennesimo guaio con la batteria? Ora … la batteria è in garanzia, problema risolto, però se la mia cremina antiage fosse nel bagagliaio … immagino che sarebbe ridotta a un poco utilizzabile blocchetto di ghiaccio un po’ untuoso.

Prima di arrendermi all’orrida idea, cercherò meglio. Mi resta ancora la scatola delle medicine e la scarpiera. Perché no?

D’altra parte l’ultima volta che ho perso il telefono l’ho ritrovato nel freezer …. Può sempre essere, no?

E poi, se non la troverò affatto, allora mi convincerò una volta di più che gli alberghi portano con sè un sottinteso di dimenticanze alle quali tutti si è prima o poi soggetti.

Io negli alberghi di vacanza dimentico sempre il bagnoschiuma.

È che sono difficile, e non sopporto di usare quelli super profumatissimi che gli alberghi mettono a disposizione. Mi porto il mio. E poi lo dimentico.

Mi sono sentita un po’ tonta per molto tempo, per questa ragione, ma da quando ho a che fare con le dimenticanze degli ospiti di qui ….

Beh, come minimo è un “mal comune”.

Ho una collezione sterminata di caricabatterie.

Di qualunque tipo e modello.

L’altro giorno un signore me ne ha chiesto uno, perché tanto … siccome lui se lo dimentica sempre in giro, allora lo lascia direttamente a casa, e si fa “prestare” uno di quelli che qualcun altro ha dimenticato. Gliel’ho prestato e si è dimenticato di restituirmelo. La maledizione della dimenticanza ha colpito ancora.

 

Abbiamo trovato un paio di scarpe in una camera.

Il signore che ci stava, da solo peraltro, ci ha fatto sapere che non erano sue e che le ha trovate già lì. Solo che prima che lui ci entrasse non c’erano. Come sarà?

Qualcuno ha fatto uno scherzetto e ha lasciato le sue scarpe in camera di qualcun altro?

Mah …

E gli scarponi da sci?

Vieni a sciare e quando vai sulle piste l’ultimo giorno non ti accorgi che non hai gli scarponi con te?

Glielo fai presente, ma ammettere la dimenticanza sembra essere una questione assai poco dignitosa. “Non è mio!”

E allora raccattiamo robe di qualunque tipo. Indumenti (di solito non esattamente puliti, diciamocelo), qualche cosmetico, robe elettroniche, qualche libro (sempre più rari, oimè!), e poi i giochi.

“Signora, Paolino non riesce più a dormire perché non troviamo più il peluche di Saetta con cui ha dormito da sempre!”

Eh … io non ce l’ho un peluche di Saetta ….

“Signora, può dire a Paolino che glielo rispedisce?”

No. Non ce l’ho il peluche di Saetta …

“Signora, per piacere, può guardare bene se lo trova?”

Certo, ma credo che l’avrei visto, no?

“Eh, può darsi che non l’abbia riconosciuto, perché è stinto, e si è scucito e un po’ svuotato, e io l’ho ricucito come ho potuto …. E insomma, sembra come un panino schiacciato, diciamo marroncino.”

Ok. Devo cercare il peluche di un panino andato a male. E poi devo anche spedirglielo.

Vado alla ricerca, tanto so che se le colleghe lo trovano me lo portano di sicuro, a meno che anche loro non lo scambino per un panino andato a male … oggesù … avrò sulla coscienza i sonni di Paolino!

… oltre che tutte le mie insorgenti e trascuratissime rughe!

2 pensieri su “Dimenticanze

  1. Quando ero giovane e facevo le camere a Londra, una volta mi hanno lasciato (volutamente) sul letto una montagnola di monetine…non c’erano solo “1 penny”, ma anche una serie di monete straniere (non inglesi), sembrava l’offerta fatta in chiesa…

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