la Provvidenza e la crudele Saggezza

La si aspettava, o meglio ce la aspettavamo, e infatti è arrivata.

È arrivata fino a sopra il ginocchio, per la precisione.

Tanta neve tanta.

Ieri abbiamo spalato, e l’ho fatto pure io. Pale di tutte le forme e le dimensioni, compresa una specie di carriola senza ruote, che si spinge e raccoglie la neve lasciando una scia larga quanto un sentiero vero. Ce l’ha un nome, questa specie di carriola … e me lo hanno anche detto … mah.

Comunque abbiamo spalato.

Poi però nevicava e nevicava, e siccome gli ospiti arrivavano verso le due, ho fatto passare la pala meccanica, che ha pulito bene bene dappertutto.

Poi però gli ospiti non arrivavano.

Niente catene a bordo, gomme estive, macchine di traverso, passi chiusi, e neve come se non dovesse smettere. E loro, che forse credevano di avere prenotato alle Maldive, ti chiamano e ti chiedono quanto manca.

A cosa?

Non so dove siete, state cercando di scalare l’Everest in infradito, nevica a più non posso …. Quanto potrà mancare? Non ne ho idea. Davvero.

La nevicata si faceva più fitta, ma intanto qualcuno aveva tolto di mezzo le macchine bloccate, e anche i tir di traverso, e qualcuno era finalmente riuscito a montare le catene, quelle prestate da quel cugino del vicino di casa che nel 1985 le aveva usate una volta soltanto ma andavano benissimo, quelle che bisogna chiamarsi Signor Rubik e avere una laurea in pazienza per farle stare al loro posto ….

E insomma, dagli e dagli, verso le otto sono arrivati, solo che intanto la neve non si era mica fermata …. Neve dappertutto, cumuli, e coltri, e ampie macchie di spruzzi marroncini frutto della fresa del Comune.

Insomma, per farla breve, spingendo le auto e stendendo tappeti di gomma sotto le ruote e imprecando non poco, abbiamo parcheggiato alla buona, come si poteva.

“Le sposteremo domani.”

Lì per lì non pareva neanche una brutta idea.

… e poi Domani è arrivato, preceduto da tanta tanta neve. Diciamo 50 centimetri?

Diciamolo. 50 centimetri.

Però le macchine dovevano uscire.

Già era stata un’impresa far entrare la macchina della collega che veniva al lavoro. Ce l’abbiamo fatta per la pietà del signore che fresa per il Comune.

Grazie, Provvidenza, per il buon carattere del signore della fresa.

Però lui ha fatto solo entrare la macchina della collega …. E secondo me il “di bell’aspetto” ha giocato la sua parte!

Ma adesso ci sono quelli che devono uscire.

E per andare a noleggiare gli sci, e per portare i bambini alla ski school, e per andare a prendere quella certa cosa in quel certo posto.

Starsene buoni qui pareva brutto?

Allora …

Grazie, Provvidenza, che hai portato la neve, altrimenti questi che sono venuti per quella …. Sai quante lagne?

Però adesso dobbiamo un po’ disciplinare tutto questo manto, altrimenti …. Sai quante lagne?

 

Prima abbiamo spalato a mano. E le lagne è meglio che non le riferisca. Come è meglio che io non faccia il conto dei calli, e delle vesciche, e delle imprecazioni.

Poi ho chiamato Gustavo, il vicino di casa che ha una fresa da neve per la quale l’ho invidiato non so dirti quanto.

Una fresa da neve. Lui ne ha una piccola, mica come quella del Comune, ma lo stesso …. Che invidia!

Tu la guidi camminandoci dietro, come una fresa normale, e lei raccoglie la neve, e la spara fuori attraverso una specie di camino orientabile. Si decide dove accumularla, poi si cammina in su, e si spara la neve a destra, e poi si cammina in giù e si spara la neve a sinistra. Gustavo ci ha liberato in due e due quattro il sentiero per muovere le macchine.

Grazie, Provvidenza, per averci mandato Gustavo, altrimenti ….

 

E poi è arrivata la pala meccanica, quella grande. Con delle ruote giganti che montavano anche le catene, perfino.

E c’è lui che la adopera come se fosse un bisturi, e in un battito di ciglia sposta la neve e pulisce tutto il piazzale e tutti i piazzali.

Poi entra per un caffè e mi dice “A domani” ….

Come sarebbe a dire “a domani?”

E lui, montanaro figlio di montanari “Se la neve non cade dai rami, vuol dire che non ha finito di nevicare.”

Grazie, Provvidenza, per la più bella pala meccanica che io abbia mai visto, ma grazie ancora di più per questa pillola di saggezza.

Adesso mi organizzo, io e tutti gli ospiti che domani vogliono sciare sulla neve battuta: stasera tutti fuori.

Si sale verso il bosco e si scuotono forte tutti gli alberi, ad uno ad uno.

Altroché neve che non cade dai rami!

3 pensieri su “la Provvidenza e la crudele Saggezza

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