Quando le formiche

Nei boschi i formicai non sono come quelli di casa mia.

Qui sono cumuli alti di terra smossa, mescolata a pezzetti di foglie, e rametti, e tanti aghi di pino.

Cumuli alti? Alti quanto?

 

Ci siamo. Torno a casa.

Ho aspettato che tutti se ne andassero, e parevano non partire mai. Ma finalmente l’albergo era chiuso.

Poi ho aspettato che tutti venissero, e parevano non venire mai. Ma finalmente ho risolto anche con i tecnici.

Sappiamo già bene che i tecnici a fine stagione rappresentano un argomento succulento per i blog di amene avventure. Ebbene: non si sono smentiti!

Basterebbe raccontare del tecnico degli ascensori.

Questa volta l’operazione di disinserimento degli ascensori l’ho fatta io.

Ha detto che è una procedura diversa da quella che abbiamo sempre messo in atto, ma che questa va meglio perché … ehm … perché …. Dunque : non ne sono sicura, ma direi che questa procedura va meglio perché posso farla da sola!

“Allora, Direttrice (GASP! Quando ti chiamano così, di solito non è un bel segno!): deve aprire lo sportello del vano macchine a destra della porta della cabina all’ultimo piano. Ci vuole la chiave apposita, e deve inserirla nell’occhiello fessurato, e poi girarla di tre quarti di giro in senso orario. Quando si apre fa la stessa cosa con l’altra serratura più in basso. Sono uguali e hanno la stessa chiave, ma quando una è aperta deve stare attenta che non si richiuda mentre apre l’altra. Poi comunque una volta aperto, basta disarmare l’interruttore 270.”

… ehm … va bene: pur di non stare qui ad aspettare il tecnico, disarmo anche!

Cioè …. Un’impresa: una serratura in alto in alto, e una in basso in basso. Ho provato trecento volte: ne apri una e l’altra si chiude, e se fai il contrario è la stessa cosa, e nel frattempo pensi che gli ascensori sono due! Non ce la si può fare!

Prova e riprova …. E ad un certo punto, seduta sul gradino a imprecare … ideona!

Ma se gli ascensori sono due, avrò anche due chiavi! E infatti ….

Spero che nessuno mi abbia filmata: contorsioni e gestacci, e alla fine … a braccia spalancate, un piede sulla sedia e l’altro ben per terra, e con la testa schiacciata contro il muro, arrivo esattamente ad inserire una chiave in basso e una in alto. Et voilà. Finalmente.

Ffffffiuh …. La prossima volta che capita il signor Ascensori, voglio che mi faccia ben vedere come fa lui …. Cos’è, TiraMolla?

Vabbè …. Fa niente … apriamo sto sportello ….

  1. Dov’è sto 270?

Guardo e riguardo, e li controllo dall’alto in basso e poi dal basso in alto, ma il 270 secondo me non c’è. Ma vuoi che io abbia fatto tutta questa fatica per non riuscire ad arrangiarmi? Non esiste. Riguardo bene, e finalmente …. Eccolo: 270. Scritto su una piccola etichetta gialla che sta proprio sul pavimento, caduta da tempo immemore dalla sua sede.

Parolaccia.

E adesso, cosa stacco? Opps … Disarmo, volevo dire Cosa Disarmo?

Direi che vado per esclusione: se tutti gli altri interruttori hanno un’etichetta, e uno solo non ce l’ha, io stacco quella.

Peccato: senza etichetta ce ne sono almeno quattro. Cosa stac … disarmo?

E se sbaglio e faccio partire un missile nucleare? …

Altro gradino di sconsolazione, e intanto giochicchio con le chiavi ….

Altra ideona!

Due chiavi, Due ascensori, Due numeri 270!

E così, grazie ad un altro giro di contorsioni …. Fatto! Niente missile nucleare: disarmato l’ascensore!

Bene. Adesso posso con fiducia aspettare l’idraulico.

Sorridendo come sorridono quelli che hanno meritatamente vinto una gara dura, mi siedo e aspetto.

E aspetto.

E aspetto.

Poi, come capita nelle migliori comiche, arriva proprio mentre io sono nel garage in cui il cellulare non prende. Così lui mi chiama, ma quando io me ne accorgo lui è già ripartito.

E aspetto.

Per fortuna che ho aspettato.

Quando arrivano sistemano rapidamente le due robe che devono fare, però intanto un tubo ha preso a gocciolare …. E ci mettono un sacco di tempo a capire come mai e da dove e tutto il resto. E intanto è tutta una serie di elettrovalvola, e tubo di mandata, e ghiera del collettore, e sonda a contatto e ….. e anche qui interruttori da disarmare.

Basta, eh?

Che se a disarmare divento troppo brava, poi mi faccio assumere da Trump!

Ok. Finito.

Partono e mi dicono che per sicurezza è meglio che io torni a controllare tra un paio d’ore.

E se ne vanno sventolando la mano, e mi dicono che c’è aria “crùa”, e da come lo dicono capisco che non deve essere una bella cosa.

Torno a vedere la caldaia …. Com’è che sorridevano quelli che avevano vinto? Ecco, non come faccio io quando scopro che il tubo di prima non gocciola più, ma che in compenso adesso gocciola da un’altra parte …

Mi viene da piangere!

Richiamo l’idraulico. Oramai siamo amici: è la persona con cui parlo di più.

Ok. Mi rimanda i tecnici.

Non so più cosa pensare: se non aggiustano entro oggi, che è venerdì, io non potrò andare a casa prima di lunedì, e la cosa proprio NON ESISTE!

Aspetto.

Credo di avere la faccia della desolazione, quando arriva un tecnico diverso. A questo devo spiegare cosa hanno fatto i suoi colleghi, e dove sono intervenuti, e ….. elettrovalvole, sonde e ghiere tutto compreso.

Piango subito?

Questo è un tecnico un po’ rustico, oppure solo coglie il mio sconforto, e quindi fa quello che deve fare (e se lo fa bene lo scoprirò solo domattina, quando tornerò a controllare gli eventuali gocciolamenti), e intanto mi racconta:

 

“Sai, i vecchi dicono che sarà un inverno di molta neve. Perché nei boschi gli scoiattoli sono irrequieti. Li vedi, come corrono anche in posti dove di solito non vanno? Corrono corrono, e ti passano proprio davanti ai piedi, e li vedi dappertutto. Fanno provviste. Tante provviste.

E poi le vespe: hai visto quante vespe quest’estate (sì, ho visto. ndr). I vecchi dicono che tante vespe portano tanta neve. Ma di più di tutti, io credo a quello che mi diceva mio nonno: quando i formicài fanno la punta, vien tanta neve che non la si conta.”

In ladino suona diverso, ma il senso è quello: quando d’estate le formiche costruiscono in altezza l’inverno porterà tanta neve.

 

Nei boschi i formicai non sono come quelli di casa mia.

Qui sono cumuli alti di terra smossa, mescolata a pezzetti di foglie, e rametti, e tanti aghi di pino.

Cumuli alti? Alti quanto?

 

“Vai a farti un giro nel bosco” dice l’idraulico, e intanto tiene la mano tesa, con il palmo rivolto verso il basso, e il pollice all’altezza della vita.

 

A me le formiche non sono mai state un granché simpatiche ….

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