La Provvidenza, i tubi e le grucce.

Senta, Signor Idraulico, qui abbiamo sicuramente un problema.

La caldaia è accesa a manetta, ma l’acqua è gelida.

Non è possibile, dice?

Senta … diciamo piuttosto che può sembrare strano, ma non è di sicuro impossibile, dato che è quello che succede.

Se qualcuno ci ha messo le mani?

No. Nessuno oserebbe mai mettere le mani in questo groviglio di tubi e pompe. Qui abbiamo solo spento la caldaia per il tempo del rifornimento di gasolio, e quando l’abbiamo riaccesa …. Voilà: un poco per volta la temperatura del boiler si è abbassata, e intanto si sono accesi i caloriferi di una certa zona.

Di nuovo mi dice che è impossibile?

E io le dico che io sono qui che guardo, osservo, tasto l’acqua, ed è esattamente così come le dico. Più che possibile.

E le dico anche che siccome io non sono un idraulico, ma lei sì, che io non capisca un tubo di tubi forse è lecito. Mentre che non capisca un tubo nemmeno lei ….. parliamone.

Anzi, non parliamone proprio. Venga fin qua a dare un’occhiata, e dopo che mi avrà spiegato dov’è il guaio, allora ne parleremo.

Ok?

E intanto sì, le camere del personale sembrano forni, l’acqua delle docce al piano superiore è fredda, il radiatore vicino ai garage è caldissimo (e non chiediamoci cosa fa lì un radiatore acceso), e di fatto io non ho smanettato da nessuna parte. E fino a ieri funzionava tutto più o meno a posto.

“Stiamo andando per un lavoro in Pordoi, ma passiamo da lì prima di andare su.”

Bella idea.

“Ciao, Anna! Rispiegami ben sta faccenda.”

Ciao, Idraulico … non so più se faccia tutto ridere o tutto piangere.

Rispiego, riproviamo, spegniamo, riaccendiamo, andiamo a tastare l’acqua di qua, e il radiatore di là, e chiudiamo una pompa, e riapriamo l’altra.

E poi il ricircolo ….

Ecco! c’è il ricircolo che non ricircola …. Accidenti …. E poi però c’è anche la centralina di comando che non comanda.

E poi …

E poi?

Anna … ma questo impianto …..

Non mi dire: le pompe senza etichetta, e saranno venti. Una comanda qualcosa, e una qualcos’altro, ma poi una è accesa, una spenta, una ricircola pure, una ha solo il ricircolo ….

Chiudi qua, apri là ….

Anna … prometto che non ti dirò più che è impossibile, ma non capisco come sia possibile.

Io nemmeno.

Allora … facciamo che chiudiamo qua, e tu tieni d’occhio l’acqua e un paio di radiatori. Se sono caldi chiudi questa pompa, e se l’acqua è fredda riapri quell’altra. Poi scriviti cosa succede, e cosa apri e chiudi, e cosa succede dopo che hai aperto e chiuso. E lunedì quando veniamo a vedere di cambiare la pompa del ricircolo, allora ci spieghi le novità, e vediamo di capirci. Va bene?

….

No. Non va bene, caspita!

Devo passare il tempo a correre su e giù per le scale a verificare cosa è caldo invece di freddo, e cosa è freddo invece di caldo? … devo proprio?

E intanto piove. Le variabili si mettono sempre nel conto. Questa è l’unica cosa che ho definitivamente capito.

Piove e non solo. Grandina. Tanti piccoli chicchi di ghiaccio che imbiancano il prato, i tetti e la strada. Beh … se si abbassa ancora un po’ la temperatura, potrei aver bisogno di accendere i termosifoni …. Nel qual caso alcuni saranno già accesi e io non li saprei spegnere, e altri invece ….

Ok. Potrei spostare tutti gli ospiti nella zona involontariamente calda. Potrebbe essere un’idea.

E arrivano i motociclisti. Tre personaggioni, con delle moto enormi, che parcheggiano nel garage perché così le moto non si bagnano.

Non si bagnano?

Scavallano dalla moto, scendono e si scuotono il ghiaccio dai panni. Sono fradici e congelati.

Due sono altissimi, e uno invece bassino bassino, e pare perfino che la tuta da pioggia gli vada lunga lunga.

Forse quando sono partiti da casa erano tutti alti uguali …. Poi ha cominciato a piovere, e quello che era davanti se l’è presa tutta, ed è … come infeltrito, forse.

Sono persa in questi pensieri assolutamente rilevanti, e loro mi dicono che devono mettere i panni ad asciugare. Eh … li devono indossare di nuovo domani!

Ragazzi ….. ma vuoi vedere che la variabile che io e l’idraulico non avevamo considerato era la Provvidenza dei motociclisti?

Non avrei saputo dove fargli asciugare i panni, se non avessi avuto termosifoni provvidenzialmente anarchici! Stanno qui una notte soltanto …. Quel che basta.

In men che non si dica, la centrale termica, calda anche se non vogliamo, si trasforma nella suite dei panni bagnati!

Due sedie, due manici di scopa, qualche gruccia …. Et voilà!

Tute che sgocciolano dal soffitto al pavimento.

Tre tute.

Lunghe tutte uguali.

Adesso ne ho la certezza: la pioggia che ha preso dal Falzarego a qui lo ha davvero molto infeltrito.

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