Se non è arancione

L’avete letto quell’articolo che ho pubblicato il  16 luglio 2016, e che si chiama “Di Corsa”?

Se non l’avete ancora letto, provvedete, perché oggi la storia si ripete.

Oggi c’è la Vertical, e domani la Sky Race.

Il centro di Canazei pullula di personaggi che sono qui per quello.

Non so perché ancora mi stupisco, ma in fondo credo che un rapido e necessario attraversamento del centro (per ragioni Altre, peraltro), non possa lasciare indifferenti.

L’anno scorso ero dalle parti della discarica, ma il punto di vista da qui è del tutto differente.

Qui non è ancora gara, è avvicinamento, e folclore di contorno.

Ci sono quelli che sono venuti per correre, e non puoi non riconoscerli, tirati e segaligni, che si guardano intorno ma quasi di nascosto, per vedere se c’è in giro “quello che mi ha fregato l’anno scorso”. Cioè … ragazzi … se sei arrivato secondo, quello che ti ha fregato era uno solo, e probabilmente in questo momento se ne sta nel suo camper privato, con il massaggiatore e il personal coach e lo chef macrobiotico,  ma se sei arrivato millerottesimo, dove guardi guardi,  uno di quelli che ti hanno fregato lo vedi di sicuro, no?

Meno male che anche i millerottesimi hanno il loro entusiastico entourage. Mamme, fidanzate, nonne …. l’entourage è in buona parte femminile. Credo dipenda da una specie di insano spirito di competizione tra maschi: uno va a farsi la sky race, che per farla bisogna essere di ferro, e tu che lo accompagni, mostrando la tua bella pancetta e un generoso boccale di birra in mano … cosa fai, se non il turista disinteressato, capitato lì per caso?

Non sei mica lì per la gara, che di quella chisseneimporta. Sei lì perché passavi … e avevi sete. E allora, birra alla mano, strascichi i piedi intorno, e dai un’occhiata agli stand degli espositori che animano la piazza.

Ragazzi …. gli stand in zona ritiro pettorali della sky race …. dovreste vederli!

C’è quello che vende panini imbottiti. E questo ha senso. Anche se potrebbe stare qui tutti i giorni, e lo stesso avrebbe senso.

C’è quello che vende integratori. Un bidone di pasticchette arancioni, ma davvero un bidone, alla modica cifra di € non si può dire (davvero, te lo dicono solo se li compri. mah!), e se ne compri due bidoni te ne danno in omaggio un’altra manciatina. Pazzesco.
Però li vendono, direi, perché hanno solo quelli, ma ne hanno una piramide alta qualche metro, e dietro c’è anche un furgone con gli sportelli aperti, pieno zeppo pure lui di bidoni arancioni. Cosa si fa, ci si informa? Così, giusto per sapere cos’è, no?
Guardo gli avventori: arrivano ad uno ad uno, qualche volta un paio insieme, stretti nei loro braghini stretti, nervosi, tirati …. non parlano neanche: dicono solo quanti ne vogliono. Due, Quattro, Uno soltanto, sganciano un po’ di banconote e vanno.
Ehm ….  mi sa di no. Se mi avvicino a chiedere non risulto sicuramente credibile.
Occhèi. Sono integratori che fanno correre veloci. Mettiamola così.

D’altra parte, anche lo stand successivo è di qualcosa che fa correre più veloci: abbigliamento da corsa. Materiali tecnici, traspiranti, idrorepellenti, antivento, biointegrati, antistrappo, dryfit, …. Biointegrati?
Cosa vorrà dire, Biointegrati? che se ti senti un po’ giù ti mangi una manica e riparti di slancio? Li guardo bene … non mi sembrano tanto appetitosi …. però, caspita … puoi fare una sky race vestito dello stesso colore dai lacci delle scarpe alla montatura degli occhiali, mutande e accessori tecnologici compresi. Anche qui va molto l’arancione …

E se poi invece non sei in formissima, puoi fermarti allo stand successivo: ginocchiere in neoprene (ma che coincidenza: arancioni anche quelle!), e fasce elastiche e bendaggi per qualunque parte del corpo si possa bendare. Ecco, queste però saranno per il post.
Arrivi giù tutto acciaccato, e via! Una bella fasciatura arancione al ginocchio, e riparti che sembri l’evidenziatore più veloce del west!
Qui di fianco invece … cosa vende questo signore rubicondo? è lì che descrive con il suo bel vocione i prodotti in bella mostra sul suo banco. Dice che li ha brevettati lui, perché quando correva aveva sempre lo stesso problema. E poi dice che dipende da tante cose, dal modo di correre, dalle dimensioni, dal tipo di andatura … che se è “a balzi secchi diventa proprio un problema” ….

Alcune signore se ne vanno sorridendo, e io invece stento a credere che l’omone stia per dire quello che immagino stia per dire.

E lui, stentoreo, “Signori, nessuno ce l’aveva, il reggiseno, prima che qualcuno lo inventasse, e adesso le donne ne hanno una vagonata ciascuna. E lo stesso sarà per il mio reggicoso da corsa!”

Reggicosa? Maddài! Me ne vado anche io, incredula, mentre l’omone si accinge a dare una dimostrazione, che speriamo non sarà troppo realistica.

Lascio ad altri l’onore, e …. e anche il resto della visita agli stand di supporto alla corsa. Per me potrebbe aver senso solo lo stand dei panini imbottiti, ma forse allora sarei alla Sagra de San Tomaso.

Me ne vado, e rifletto: il contorno della Sky Race stupisce sempre, ma all’omone qualcuno dovrà dirglielo, che fin che li produce solo neri ……

4 pensieri su “Se non è arancione

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