a Casa

Qui si sta davvero sempre come “in préstio”.

Una casa che non è Casa, un gruppo che non può essere Famiglia, abitudini che non sono le proprie, panorami e costumi e ambientazioni decisamente altrui.

Servono piccole cose che diano il senso di Casa. Servono davvero, e non perché lo dico io.

Accidenti …. tuona! Di nuovo!

Faccio un rapido giro nelle camere occupate dai ragazzi che stiamo ospitando: un gruppo di una quarantina di adolescenti. Devo fare il giro perché da bravi adolescenti hanno lasciato aperte tutte le finestre, e il temporale incombente non  perdona queste distrazioni.

Un giro veloce, entro, chiudo la finestra, esco. Anzi … entro, faccio un dribbling tra le valigie, chiudo la finestra, ripeto a ritroso lo slalom, esco.

Fatto. Adesso può anche tuonare, e piovere e può soffiare tutto il vento che vuole. Tutto a posto.

Mi risiedo alla mia scrivania. A quest’ora non c’è molto da fare, specie se non si è molto in forma: si aspetta, si fanno due chiacchiere prima di cena, si prepara qualche aperitivo. Oppure solo si sta tranquilli, e si aspetta che arrivi l’ora di riguadagnare la tregua dei privati appartamenti, che non sanno di Casa neanche per idea.

Ci ripenso, e affiorano nella mente dettagli cui nella furia di entrare a chiudere rapidamente le finestre non avevo badato: Un orsacchiottino che emerge dal groviglio di lenzuola della camera di due ragazzotti, Un diario col suo lucchetto malnascosto dentro una valigia aperta nella camera delle ragazze, Un plaid che non è dotazione dell’albergo a sostituire quello standard sul letto impeccabilmente rifatto di una ragazza timida timida, Un post-it che dice “comportati bene! Mamma” appeso all’abat-jour su un comodino.

Piccole cose di Casa. E loro stanno qui una settimana.

I miei sono tre mesi per volta.

Credo sia per quello che ho cambiato la disposizione dei mobili per quanto ho potuto.

Credo sia per quello che ovunque io posi lo sguardo vedo qualcosa di cui posso dire a Casa lo tenevo nel cassetto oppure questo me l’ha regalato la mia Amica.

Credo sia per quello che per il mio letto  uso le lenzuola di casa, e che non mi piace mangiare sempre “da albergo”. Credo sia perchè c’è bisogno di Casa.

Credo sia per quello che domani vado in gita a Vicenza. Non proprio Casa-Casa, ma comunque più casa di qua.

Non fa niente se sarà una giornata molto calda. Proprio non fa niente.

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