Certi sospesi

Non mi era mai sembrato così complicato.

Assumere un nuovo dipendente, cosa vuoi che sia?

Si mette un annuncio nel posto giusto, ti arrivano una montagna di curricula, tra i quali c’è sicuramente quello giusto.

E tu li leggi tutti, fissi i colloqui a quelli più giusti, li vedi, ci parli, dici le cose giuste e ti rispondono quelle altrettanto giuste, e quasi ci sei.

Poi verifichi le referenze, e …. Ma siamo sicuri che quella personcina mite e serena è lo stesso attaccabrighe del quale mi stanno parlando?

E questo preciso e attento, potrà mai essere lo stesso che mi dicono che si ubriaca una sera sì e un’altra pure e perciò non arriva puntuale mai?

Ma porca l’oca … le ho sentite tutte:

uno che lavora con i documenti di suo fratello, uno che dal precedente posto è sparito perché ha perso alle macchinette un sacco di soldi non suoi, uno che si è spacciato per chef e non sa bollire un uovo, uno che ha provocato un ammutinamento: o lui o noi (e i “noi” erano una decina!)

Volevo concludere prima di tornare a casa, per non doverci pensare una volta lì, e invece … ancora tutto sospeso.

E in effetti, la sospensione è il fil rouge di questa transumanza.

Volevo caricare le valigie ma pare che i miei bagagli si siano moltiplicati nel mentre che non li badavo. Borse, sporte, valigie, scatole …. Non so come fare, e dopo qualche maldestro tentativo, mi sono arresa. Riproverò domani, ma forse mi ci vorrebbe un camper, così almeno starebbe sempre tutto nello stesso posto ….

Sposta tutto di qua, e poi risposta tutto di là, e però lascia qui quello che ti serve solo qui, e ricordati di lasciare là quello che può servirti solo là.

E allora: un pezzetto di casa qui, uno là, e uno nomade.

No, sarebbe veramente meglio il camper, così sarei soltanto nomade.

Io che cercavo la fine della mia precarietà … alla soglia dei 50!

E intanto richiama uno che vorrebbe lavorare qui, e io purtroppo lo riconosco: è un ragazzo che ho messo nel pacchetto di quelli che “vorrei ma non posso”. Imparerebbe, sono sicura, e io vorrei proprio aiutarlo, ma non ha i documenti di soggiorno, e …. Non posso.

Che tristezza ….

Non mi va più di pensarci.

Né ai colloqui, né alle valigie, né alla mia prima settimana di fuori stagione, che non avrei voluto passare qui.

Sospese le valigie, sospeso il dove andare, sospeso il cosa fare, sospeso il chi assumere, sospeso il quando partire ….

sospeso anche il fiato, ma speriamo non per molto.

Sarebbe nocivo.

 

5 pensieri su “Certi sospesi

  1. Ciao, sono capitato qui quasi per caso ma questo post mi stimolato il commento, ho sempre pensato che uno dei “lavori” più complicati in assoluto sia quello del selezionatore delle risorse umane.. ed il bello è che ho l’impressione che, specialmente in azienda, pochissimi si rendano conto di come le sorti stesse del richiedente lavoro dipendano molto spesso in buona parte da questa figura…

    è complicata perchè devi capire da un paio di fogli scritti e qualche mezz’ora di “live” se è solo abilità o se c’è dietro anche sostanza, con il rischio che una personalità timida ma con enormi capacità sembri ombra e una personalità lucente ma improduttiva ti abbagli…

    poi ovviamente dipende da situazioni, lavori e persone, però di fatto non ho mai capito il confine tra bravura e culo…

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    • Ciao!
      è meglio che io ti confessi subito che questo blog è fatto delle mie esperienze piccole e probabilmente non significative.
      e ti confesso anche che dal mio punto di vista il confine tra bravura e culo di un selezionatore è inversamente proporzionale a quello tra culo e bravura del candidato. o è un’osservazione un po’ marzulliana?

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      • ciao, precisazione gradita ma che non fa altro che elevare il valore del blog… tutto ciò che abbiamo, alla fine, sono le nostre esperienza, e condividere parte di esse e ciò che ci permette di ampliare i nostri orizzonti… il mio blog contiene esattamente le stesse cose del tuo…

        l’osservazione è forse marzulliana ma calza perfettamente… e la condivido alla perfezione.. in termini di principio… in termini di pratica effettiva ti confesso che non so se sono in grado di farmi un idea precisa.. ci sono talmente tante variabili in ballo che non saprei cosa pensare..

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      • effettivamente è come dici tu: troppe variabili: bravura, culo, urgenza di chiudere la “pratica”, umore, colore dei calzini, temperatura atmosferica, digestione lenta, Amici …. il tutto moltiplicato per due!
        effettivamente è proprio come dici tu: non si sa cosa pensare.
        io ho pensato che lunedì prima di quelli che spero saranno gli ultimi colloqui, almeno per la stagione entrante, farò un giro a Monteberico. è il santuario che domina Vicenza: una benedizione non potrà che farmi bene.
        😉

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