la fatica di essere blog

Lo sanno, quelli che mi hanno convinta a scrivere qui, che prima di questo contenitore scrivevo mail normali, collettive ma normali.

E raccontavo del tale, del tal altro, di un episodio, di quell’altro …..

E restava tutto tra noi, tra una quarantina di noi e pochi altri strettamente correlati ai 40 in questione.

Essere un Blog è più complicato. Ho visto che si sono accumulate molte visualizzazioni …. Moltissime, rispetto alle mie attese. E lo scrupolo prende piede.

E se qualcuno ci si riconosce e non ne è contento?

E se l’essere scherzosi diventa fastidioso?

Essere un Blog è un affare delicato: si perseguono equilibri più labili, e si dribblano inconvenienti sempre dietro l’angolo.

Per fortuna non ho ambizioni di ampia diffusione, altrimenti come farei a scrivere delle amenità che rendono la vita più allegra ogni giorno?

Dell’abbigliamento degli sciatori, per esempio. Li avete mai visti?

Non c’è neve da nessuna parte. Solo asciutte linguette bianche in mezzo a distese di terra bruciata. Ma loro, imperterriti, in onore di San Skipass cui si versano oboli salatissimi, partono di prima mattina super attrezzati:

si va a fare colazione vestiti “da sotto tuta”: tutti in queste braghine attillate e magliettine che evidenziano muscoli, ossa, ciccia, pelle e tutto il resto. L’eleganza fatta uomo. Donna un po’ meno, diciamocelo: le donne hanno più amor proprio.

Qualcuno, per ovviare a indubbie spiacevolezze, si mette i pantaloni del pigiama di sopra. O un paio di quei pantaloncini corti corti e larghi larghi ….. e il dress code della colazione è servito. Alternativa: maglioni e pantaloni imbottiti, e scarponi, come se la colazione fosse servita sul ghiacciaio, e dalla parte in ombra.

Dopo la colazione il rito della vestizione riprende, e in men che non si dica … non li riconosci!

Soltanto si distinguono gli snowboarders dagli sciatori, e poi quelli trandy da quelli che chissene. Li distingui dal colore e dalla foggia: i primi sono tutti oversize e colorati, oppure maculati, oppure mimetici, e gli altri più “in figura”, e magari blu, e rossi, perfino neri, e normalmente in tinta unita. E distingui il rumore: gli sciatori fanno clack clack clack perché nonostante i divieti, girano per casa con gli scarponi addosso, mentre gli snowboarders fanno gniick gniick perché i loro, di scarponi, sono di gomma e con molto grip.

Dopo un po’ di gniick gniick e clack clack, finalmente escono. E lì comincia il ballo (con la A).

Sarebbero da filmare: me lo sono ripromessa un sacco di volte.

Quelli con la tavola camminano come se fossero appena scesi da cavallo: ginocchia larghe, andatura dondolante, atteggiamento complessivamente un po’ Yeah! E mentre scendono si infilano gli accessori del vero snowboarder: cuffiette copricasco fatte a forma di elmo vikingo, o con la cresta da dinosauro, o con le antennine come gli insetti, e magari anche zainetti coordinati, a forma di elmo, o di coda di dinosauro, o di guscio da coccinella. Come sono …. Carini ….

Gli sciatori invece scendono con un certo impaccio. Puntano il tallone mentre stanno in precario equilibrio sull’altro piede. Si muovono a scatti, con gesti e posture profondamente innaturali. E sembra che se la siano fatta addosso. Anche loro estremamente goodlooking. Qualcuno, quello spavaldo, sopra alla tuta da sci si mette una specie di pigiama di maglina a forma di mucca, o di pecora, o di maialino, con tanto di accessori come la codina riccioluta o la campana al collo.

Ragazzi …. Sciare non è pericoloso solo per il rischio di ammaccature e di ossa rotte, lo è soprattutto per l’immagine di sé e il decoro. Lo sci rischia di essere profondamente inelegante.

Ecco …. la fatica di essere un Blog dalla Montagna è quella di fermarsi qui, e di trattenersi da considerazioni quasi antipromozionali.

2 pensieri su “la fatica di essere blog

  1. non credo tu debba farti scrupoli, la tua ironia non scivola mai nel sarcasmo mirato, è di una leggerezza profonda (quasi un ossimoro ), strappa sorrisi e risate e fa riflettere. Il blog è meno intimista, ma basta saper legger tra le righe…

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