Una Signora

Ma dov’è che stai meglio che a casa tua?

È pure davvero un bel posto, quello in cui abiti.

Il sole, il mare, le spiagge, gente simpatica …. E sicuramente tu abiti all’Hilton, vero?

Eh, si vede. Si capisce, anzi.

E qui? Freddo, paesaggio brullo, gente inospitale, già con qualcuno te ne lamenti al telefono ancor prima di entrare: ti sento.

Poi fai il tuo ingresso: arrivi tutta impettita, strizzata nei tuoi vestitini da ventenne, che scommetto vengono dall’armadio di tua figlia … No, anzi, non lo scommetto affatto, lo spero soltanto.

Impettita, scodinzolante, e già indispettita dal fatto che le stelle del nostro alberghino non sono tante quante ce ne sono in cielo.

Indispettita? Indisponente!

Una valigia da mercatino vintage, le scarpe col tacco a spillo, la giacchetta di pelle lucida … e qui oggi nevica. Un paciugo che la metà basterebbe. Il naso all’insù forse serve a non vedere dove metti i piedi: domani le tue scarpe saranno da buttare. Si vede proprio che sei una Donna di mondo, una abituata a girare.

Le procedure del check in ti irritano, ne sono dispiaciuta: come abbiamo potuto non avere già i tuoi dati inseriti. No, certo, non avremmo potuto, a meno che non li avessimo chiesti forse alla Buoncostume. Ah, ecco. Forse il vestitino non è esattamente di tua figlia …

Dunque, vediamo … adesso nell’ordine ti lamenterai della camera, poi del letto, poi della cena, poi degli orari …..

SBAGLIATO!

Caspita, ancor prima di arrivare alla porta della camera, scopro che abbiamo l’ascensore troppo piccolo! E poi, quello specchio che non ti rende giustizia davvero! Caspita! Non l’avrei mai indovinato, questo esordio!

Va bene, mettiamo nel conto che ti lamenterai di qualunque cosa. Lo mettiamo già nel conto, e vediamo fino a quanto resistiamo: dieci minuti con questa personaggiona sembrano almeno un paio d’ore. Ho scoperto il modo di allungare il tempo.

Signora, s’accomodi.

Camera piccola, armadio che … cos’è quello, un armadio? È più piccolo del mio comodino.

Eccheccaspita di comodino hai, Signora? Che ci tieni nel comodino? Verrebbero un sacco di risposte inopportune. Ci tieni la Treccani, nel comodino. Ne sono sicura.

Non ce la posso fare!

Una collega l’altro giorno mi raccontava che ad un’ospite di questo genere ha fatto rifare le valigie la mattina successiva all’arrivo: “mi dispiace, Signora, non siamo alla sua altezza.”

Mi ci vedo, domattina: Signora, si capisce davvero che sei una che sa girare, ma forse hai girato troppo, e adesso in nessun posto stai meglio che a casa tua.

Sì, davvero capisco che sei abituata a girare: a girare la frittata, e a girare anche le pagine di Eva Express.

O a girare i pollici. Oppure, anche …. ma no: più di tutto sei brava a FAR girare.

Sei una campionessa mondiale di giramento indotto.

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