Sala macchine

L’ho cercato una milionata di volte, l’elettricista. Prima non risponde, poi se risponde non ha tempo, poi se gli avanza tempo non ha l’autorizzazione, e quando ha l’autorizzazione e il tempo, deve andare da un’altra parte.

Mi sono ricordata di una volta, quando ero all’università (Una Volta davvero), e io e la mia coinquilina eravamo chiuse fuori di casa, senza chiavi. Non saremmo potute entrare in casa se non al ritorno della terza coinquilina, che però non sarebbe rientrata se non qualche giorno dopo.

Abbiamo provato ad entrare in casa dalla terrazza del piano di sotto, ma ci siamo arrese dopo alcuni esperimenti fantozziani, e abbiamo chiamato i pompieri.

Per non farci pagare nonsoquantemila lire di un intervento non definibile come Emergenza, hanno verbalizzato che c’era una pentola sul fuoco e una persona anziana non autosufficiente in casa da sola.

Oggi cercavo di nuovo l’elettricista: una fila di lampade con il sensore crepuscolare che non rileva il crepuscolo, la cappa di aspirazione che aspira ma non crea il sottovuoto in cucina, il citofono della mia camera che sembra collegato con la mamma di ET, lo scaldatazze che non scalda (e il cappuccino nella tazza fredda non va per niente bene!) …. Niente da fare: non sarebbe mai venuto per queste quisquillie. Solo che sono quisquillie che a me serve di riparare ….

..

“Pronto …. Mi sente?

Sono Anna, sì, sto bene, ma sono rimasta chiusa nell’ascensore e non mi possono tirare fuori perché ho con me le chiavi della sala macchine.

Venite subito? Sì, effettivamente mi sente un po’ così perché soffro di claustrofobia …. No, non ho paura … lo so che non mi succede niente, però non è che tra un po’ finisce l’ossigeno?”

Dieci minuti.

Sono arrivati in dieci minuti, e mi hanno trovata seduta sul gradino, vicino all’ascensore, con l’espressione affranta e senza fiato …

“Oh! È uscita! Che fortuna! Come ha fatto?”

“non lo so …. Sigh …. Mi pareva che la cabina scendesse piano piano, e poi si sono lentamente aperte le porte, ed ero al piano terra”.

“Va bene, dato che sono qui, cosa le serve?”

faccio la lista delle quisquillie ….

“Ok. Poi quando ho finito mi dice anche dove sarebbe questa sala macchine di cui ha la chiave, perché quando ho montato l’ascensore una sala macchine non c’era, e per farsi aprire bastava schiacciare il pulsante di emergenza all’interno della cabina.”

….

questo elettricista non è svedese. No.

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