l’elicottero

Credevo che oggi non avrei avuto niente da raccontarvi, ma stamattina è atterrato un elicottero.

Che rumore fa un elicottero?

Quella specie di rullio ritmato e rimbombante, che poi diventa come un potentissimo ronzio, che si attutisce progressivamente e poi si ferma.

Allora c’era questo bell’elicottero bianco e azzurro, stamattina, che rullava e ronzava girando in tondo proprio sopra l’albergo.

La facciata dell’albergo faceva un po’ da cassa di risonanza, e faceva anche un po’ l’eco.

Sembravano due, anzi tre, e forse anche di più, tutti ‘sti elicotteri, e tutte le facce alzate a guardare per aria.

Viene da monte, si sarà fatto male qualcuno … ma no, allora non starebbe così basso: andrebbe verso l’ospedale.

Aspetta, no, pare che venga da valle … e cosa viene qua a fare?

Ci sono i lavori, nel bosco. Devono sistemare i paramassi prima dell’autunno. (Cioè prima della settimana scorsa!!) Bene. Però no, che fa un elicottero per i paramassi?

Eh, ma forse è uno di quelli che fanno i rilevamenti … sai che una volta hanno fotografato tutta la valle per vedere se c’erano frane?

O magari sono quelli di Gùgol, che devono metterci in internet perché poi i foresti sanno come arrivare fin qua.

Chissà … là in Cadore c’era un regista che girava un film di guerra, magari adesso viene qua, che al passo dell’Ombretta ci sono ancora le trincee.

… e tutti che si girano verso l’Ombretta ….

Ma no, che trincee e trincee … chiamiamo i pompieri e chiediamo cosa succede ….

I pompieri? Par on elicòtaro? Ciama el prete, no?

Eco, eco, bravo!

Che don Mario l’è dei pompieri volontari, e lui lo sa di certo, cosa vuole sto elicottero.

… attimo di silenzio.

Mi guardo in giro: saremo una ventina, tutti qua con il naso per aria … e ancora non sappiamo da dove arriva, questo rumore che impedisce quasi che sentiamo i commenti gli uni degli altri. Per fortuna.

Non voglio neanche sapere com’è andata a finire l’idea di chiamare il prete … ‘na benedizione non ci sarebbe stata male. Me la immagino “eh, Don Mario, tu che sei da tutt’altra parte, in tutt’altre faccende affaccendato, dimmi ben di questo elicottero qua.” …. Pale che girano. Vorticosamente.

Quelle senza doppie dell’elicottero, e quelle con due elle …. Soprassediamo.

Poi compare, da dietro la parete, e piano piano atterra, e le pale rallentano, il rumore si affievolisce, e poi tace.

Noi pure.

Scende un omino, dal lato del passeggero, fa una corsa un po’ in salita.

E si mette dietro ad una grossa pietra. A fare la pipì.

Ci guardiamo in faccia, o forse solo cerchiamo di indovinare i pensieri degli altri, ma è chiaro che pensiamo tutti la stessa cosa: “Scusi, autista, accosti qua un attimo, che ho un’urgenza!”

C’era proprio da chiamare Don Mario, preventivamente: secondo me quando il pipi-man risale a bordo, il pilota lo strozza.

cambia qualcosa se vi dico che dopo un po’ l’elicottero si è rialzato e ha calato un verricello per quelli che stavano lavorando ai paramassi?

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