Riconoscere le Occasioni

Si dice che bisogna stare attenti a quello che si chiede, perché si potrebbe finire con l’ottenerlo.

Una delle faccende cui questo nuovo lavoro deve abituare è il fatto di non avere spazi di non lavoro. Giorni tutti uguali. Pieni tutti allo stesso modo, pienissimi. Alla fine capita di avere proprio voglia di uno spazio e un po’ di tempo che siano davvero solo per sè.

Io avevo bisogno di non dover parlare con nessuno, di non dover sorridere per forza, di non dover accontentare nessuna strana richiesta formulata in nessuna semilingua.

Avevo bisogno perfino di stare ferma a riposarmi, e a mettere in fila un po’ di pensieri.

Dicono che sia una necessità “normale”, a ridosso del fine stagione e io, provata da un gruppo di clienti molto meno accontentabili della media, e consapevolmente sul punto inopportuno di mandare qualcuno a quel paese, mi sono allontanata dall’ufficio per cercare una zona di decompressione.

Gente dappertutto.

Al bar, ovviamente, nella sala della TV (mi sarei accontentata perfino di quella), nelle taverne …. Perfino in cappella all’ultimo piano. E ci sarà di sicuro qualcuno anche nel seminterrato, in lavanderia.

O no?

Senti … vado a vedere, vuoi mica che magari oggi abbiano finito prima?

Scendo.

… male al ginocchio …. Accidenti …. Ok. Non lo faccio mai, ma oggi ….. ASCENSORE!

Si apre, entro, si richiude, fa un sussulto, e poi … basta.

Fermo.

Fermo tra un piano e un altro. Con una luce rossa che lampeggia proprio intorno a un pulsante sul quale è disegnata una campana.

… succedono cose che ti congelano i pensieri.

L’avete letta quella notizia della signora cinese che è morta dentro a un ascensore bloccato e l’hanno trovata un mese dopo? Com’è che non ci fai caso, a certe notizie, fino a quando …..

Vabbè … non corro questo pericolo. Qui dove sono, l’ascensore serve a molti. Facile che tra un battito di ciglia io ne sia già fuori, ma per ora …. Qua. Bloccata in ascensore.

Avrei detto che avrei avuto paura.

Mi ascolto, ma non mi pare. No. Non ho paura.

L’ascensore ronza un pochino …

E lampeggia.

Telefono ad una collega: “Ciao. L’ascensore si è bloccato. Con me dentro.”

Ommamma …. Ancora un po’ si mette a piangere. Forse ha sentito anche lei della signora cinese.

Dai, non preoccuparti. Vedrai che si risolve in fretta.

Caspita … ma non sarebbe stato più adatto che fosse lei a dirlo a me?

Le ripeto che non deve preoccuparsi. Qui c’è il numero del tecnico. Lo chiamerò e mi farò dire come si sblocca sto coso.

E intanto “Stai tranquilla, e se hai bisogno di qualcosa …. Direi che sai dove trovarmi”.

Assurdo.

Bon.

Volevi uno spazio per te? E un po’ di tempo?

Mi siedo sul pavimento, come fanno nei film, e …. Ah, sì … di solito nei film sono in due …. Niente film. Devo chiamare il tecnico.

Cioè …. Anzi …

Ma devo davvero chiamare il tecnico?

Potrei stare qui e dormire un po’ nell’angolino.

O magari potrei prendere il computer e scrivere una mail collettiva dall’ascensore. Originale.

Potrei approfittarne per fare due chiacchiere al telefono. Ci sono un sacco di amici che non sento da troppo tempo. Troppissimo.

Intanto prendo l’acqua dalla borsa e … toh! Come mai c’è un uovo sodo nella borsa? potrei …

Sussulta.

La luce non lampeggia più.

Czz …..

Assurdo. Quasi delusa dal fatto che questo scatolino ricominci a dare cenni di vita …

No. Aspetta … lampeggia di nuovo.

Lampeggia, fischia, sussulta, scende sibilando …..

Ecco fatto. Si riaprono le porte al livello della cucina.

Sospirone.

Mi rialzo ed esco.

Nei film ci sarebbe un sacco di gente, fuori dall’ascensore miracolosamente riaperto. O almeno ci sarebbe il supereroe che si era arrampicato sul tetto della cabina passando attraverso i tubi di ventilazione ….

Non c’è nessuno.

E adesso?

Che Idea! Mi rifugio in cucina. Taglio una fetta della torta di cioccolato, e mi siedo qui, vicino al microonde. Torta, computer … collettiva in diretta dalla cucina, per dirvi che bisogna stare attenti a quel che si chiede, ma di più, bisogna stare attenti alle occasioni che ci vengono regalate: ho avuto un quarto d’ora e due metri quadrati tutti per me, e li ho adoperati per pensare a come adoperarli …. Non va bene.

La prossima volta dormo senza troppo pensarci.

… va a finire che i pensieri diventano uno spreco di tempo ….

Squilla il telefono.

La collega della reception sembra sull’orlo di una crisi di nervi: “Anna, si è riaperto l’ascensore, ma tu non ci sei!”

“Ah, si è riperto? Beh, vedi che non si muova, perché sono uscita da sotto il pavimento e sto scendendo lungo i cavi. Se si muove va a finire che mi schiaccia.”

Strilla.

Ma si può?

Santantonio! Qualcuno pensa troppo, e qualcuno evidentemente troppo poco!

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