Viva la Provvidenza!

Quando si dice emergenza …
Provate a mettere a tavola 70 persone, a fornelli spenti.
Era da qualche giorno che mi dicevo di dover controllare il livello del gas.
Mi hanno detto che si fa un solo rifornimento all’anno, e mi pareva di aver stabilito che questo fosse il periodo giusto, ma aspetta oggi e aspetta domani ….
ieri sera lo chef era insolitamente nervoso: roba da girargli alla larga.
Dopo un po’ non si poteva ignorare, e coraggiosamente ho chiesto: “guai in vista?”
e lui “no, se ai tuoi clienti va bene di mangiare panini!”
Ai Miei clienti? Quando mangiano bene sono i Suoi. Grandioso.
Così, in una specie di corso accelerato, ho imparato che la fiamma gialla indica gas in esaurimento, che la lancetta che avevo consultato indica la pressione e non il livello (e quindi?), che tutti gli strumenti di cottura che abbiamo in cucina vanno a gas, a parte la friggitrice e il microonde. E ho imparato anche che queste cose succedono sempre di sera.
Numero 1: gestire la cena. Lo chef dei neologismi ha davvero del miracolifero, o almeno così a volte pare. Ha allestito praticamente tutto, e nessuno si è accorto dell’inghippo. Canticchiava una canzone assurda, con parole incomprensibili. E ogni tanto diceva “Meno male che questo l’avevo già cotto!”.
Ho evitato di dirgli che se non fosse stato tutto già cotto, allora non sarebbe neanche stato consumato il gas. Non credo che avrebbe gradito la pur acutissima osservazione.
Quando ho visto portare all’ultimo cliente della sala l’ultimo piatto caldo …. ecco. Avrei voluto tirare un sospiro di sollievo, e invece … E domani?
mi pare di distinguere le parole del ritornello dello chef: “aalleluialleluia-a … lleluialleluia-a …lleluialleluia-a lleluià”. devo assegnargli un’altra camera: quella dietro la cappella non gli giova.
o forse sì: chissà cos’altro avrebbe potuto cantare ….
Vabbè … sorrido all’alleluia, o forse solo mi pare di farlo, perchè mi assilla il pensiero di domani, e dei 60 pranzi che dobbiamo preparare …. ma proprio in quel mentre …. mi chiama il Capocampo del gruppone, e mi dice che siccome domani sarà una giornata molto bella, hanno deciso di anticipare l’escursione: fuori a camminare tutta la giornata: mangeranno panini. “ce la fai, Anna, a far preparare 120 panini per domattina?”
ti pare?
A costo di stare qui a prepararli io!
Bella idea, andare a camminare domani! Via! Panini per tutti!
E poi, siccome non avevo il coraggio di ammetterlo, ma mi pareva che la Provvidenza ci stesse assistendo, …. vai! Ho lasciato un messaggio nella segreteria del fornitore:
“Buongiorno. Domattina mi serve un pieno di gas. Mi serve senza alternative. E mi serve presto.”
Mentre parlavo analizzavo le non alternative:
cotoletta e patate fritte per tutti
si mandano tutti in pizzeria
taglieri di salumi e formaggi come se piovessero
farsi prestare il fornello da campo dal comitato locale dei festeggiamenti. Questa, sì. Mi metto il vestito tirolese, faccio una faccia un po’ afflitta e vado da quel tale … com’è già che si chiama? Dominic. Vado da Dominic.
Credo di avere passato la notte ad elaborare teorie per far fronte a questa assurda assurdità di essere rimasti a secco di gas. Mi sono svegliata con il dubbio di non aver bisogno di svegliarmi: probabilmente non mi ero addormentata affatto.
Sono scesa a vedere che i millemila panini fossero pronti, e lo erano!
E i 60 pargoli non erano neanche più rumorosi del solito. Tutto ok.
Salgo, mi dicevo, così richiamo la ditta del gas, e vediamo se li commuovo.
E mentre mettevo piedi in ufficio, ho ricevuto la prima telefonata della giornata: “tranquilla: me lo sentivo, che c’era una questione urgente, così sono venuta in ufficio presto, e ho già predisposto il carico. L’autista deve prima passare da Fiera di Primiero, e poi viene lì. Più in fretta che può!”
… Santa donna! quanto ci vuole da Fiera a qua? Eviteremo il qualunque Piano B?
Calma. Intanto stamattina lo chef resta a dormire. Non si capiva cosa sarebbe dovuto scendere a fare. Si riposerà. E io raccoglierò verso sera le imprecazioni di uno che avrebbe sicuramente preferito dormire un po’ di meno, e lavorare con meno pressione. Però ieri sera mi ha detto che non avrebbe avuto bisogno di variare il menu previsto, se avesse potuto accendere i fuochi entro le 14,00.
Allora, prima che scenda per niente …. mi attacco al telefono e cerco di capire a che ora arriva questo gas. Una, due, tre telefonate, e poi …. eccolo! Un bel ragazzone con la pelle scura e un sorriso a molti denti bianchissimi: “se mi dai la chiave del cancelletto del bombolone, ti faccio il carico”
ore 11,15.
Va bene: ti do la chiave e intanto comincio a costruirti il monumento!
Ragazzi ….
il gas si è spento dopo che lo chef aveva preparato i primi. Il resto era nel forno, comunque a temperatura. I ragazzi che dovevano pranzare oggi hanno deciso di anticipare la loro escursione paninesca, la signora del gas è andata in ufficio in anticipo, e l’autista aveva un carico sufficiente per sistemare anche noi, e le altre consegne erano circa in zona. E lo chef aveva bisogno di riposarsi.
E poi è arrivato questo bel tipo brasiliano a portare il gas ….
che fortuna! Che Provvidenziale assistenza!
🙂
… certo, come ho avuto modo di dire a qualcuno, probabilmente anche se a consegnare il gas stamattina fosse venuto Brunetta, comunque mi sarebbe sembrato un Bel Ragazzo Brasiliano, però lo stesso …. Viva la Provvidenza!

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